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Singoli del mese di Dicembre 2020

Le ultime novità dell'anno a cura della redazione di Sherwood webzine

24Dicembre2020

Ultimo giro di boa per questo strano 2020 che però ha portato con se anche tantissima buona musica. Eccovi le nostre ultime canzoni preferite dell'anno.


J Lord - My G: talmente fresco nella scena che pure l’inverno penso abbia problemi con lui. Napoli, e pare anche l’America. Un ragazzo che è pieno di storie, flow, rime, stile. Tutto quello che non è solo rap ma anche hip hop. Prodotto da DatBoiDee, oramai tra i producer best of in Italia.

Ghiaccio - Penisola Spleen: narrazione frammentata in pezzi di ghiaccio che forse rimessi assieme guardano ad un forma continentale umana, la quale rappresenta sentimenti e umane fragilità riversate in un bicchiere di gin tonic. Spleen vero e ottima melodia pop. Dischi Soviet c’entra l’affaire.

Frana - Hesitation Junkie: post punk dalle rifiniture noise che in verità di rifiniture, tale sound per antonomasia, non ne ha. Uso però queste parole perché il disco è molto a fuoco e provando a tirare in alto dico che se la possono rivaleggiare con gli Idles inglesi, anche sul fronte argomenti. Ma siccome siamo un paesucchio con l’itpo(o)p di merda come croce e delizia, non hanno ancora avuto il giusto lustro.

Elli De Mon - Cosmic Cigar: suite di blues ad alto tasso elettronico che fa immaginare e viaggiare letteralmente la mente anche senza sostanze. Questo brano e l’album da cui proviene, realizzato assieme a Daily Thompson, avvengono nello stesso anno del libro scritto da Elli, “Countin’ The Blues. Donne Indomite”, ovvero un lungo racconto delle donne che hanno segnato il blues delle origini. Un’analisi per la prima volta così unitaria in Italia (almeno stando a quanto ha visto ricercando).

Lo Strano Frutto - I ragazzi stanno bene: prodotto da Giorgio Canali, il nuovo singolo del cantautore veneto Enrico Cappozzo, in arte Lo Strano Frutto, colpisce per l’autenticità del songwriting, ma anche per il video: l’autrice è la performer e funambola Alice di Lauro che, filmandosi col cellulare, trasfigura il non-linguaggio del selfie in poesia. La canzone anticipa il disco, in uscita a gennaio con Dischi Soviet.

Emily ndMe - Ain’t Planet B: una danza spirituale sospesa fra le rovine di una civiltà al collasso e una natura da salvare. Il nuovo singolo della ligure Emilya ndMe, mescolando sonorità dream ed elettroniche, apre alla cronaca, unendosi al grido globale di denuncia della crisi ambientale, senza rinunciare alla sua vocazione più artistica e sperimentale.

Leptons - Diario di un vulcano: Un assalto frontale a base di chitarre vulcaniche, coretti psych e beat elettro-tribali: solo così si può descrivere il nuovo singolo dei Leptons, progetto avant-rock del veneziano poli-strumentista Lorenzo Monni. Il nuovo disco, prodotto con la label Beautiful Losers, è in uscita il 22 gennaio.

Michele Pastrello - Origine: da regista a musicista il passaggio non è scontato. Lo tenta Michele Pastrello, producendo un album intero, L’anima fa rumore, di cui Origine è il singolo. Il sound mescola synth pop e canzone d’autore italiana, i testi sono confessioni intime e a brillare, manco a dirlo, è l’unione tra musica e immagini, con un elegantissimo video in bianco e nero in cui le persone sembrano imparare a danzare la propria vita.

Hiroshi - Lost highway: una delle band che fa sperare bene per il futuro della musica italiana. Piegano la dimensione del pop portandola lontano, ai confini dell’elettronica dream e shoegaze. Alti i beat per questo singolo, Luca Torquati, Lorenzo Renzi, Nicolò Bacalini e Alessio Beato ne curano le melodie dolci e sognanti, rimandando ad un mondo che verrà, a stories board ancora da scrivere, trame ed intrecci di un pianeta lontanissimo.

Six Impossible Things - Me: italianissimi, i Six Impossible Things fanno parte di quella scena che sempre più sta guadagnando terreno in Italia, fatta di musica dallo stampo internazionale, con lyrics anglofone e atmosfere indie che rimandano al nord Europa. Molto ricorda in modo bellissimo le atmosfere che band come i Daughter sanno evocare con una componente più cantautorale nostrana che si fa sentire tutta nello strumming chitarristico.Video clip che alterna scene di live set ad intime inquadrature, nostalgico così come il testo della canzone, racconta di un instante qualsiasi ma speciale, vissuto da una coppia di ragazzi, tra una sigaretta che brucia ed il freddo invernale con la paura che il viaggiare ai confini dell’anima faccia perdere.

Soft Blue Shimmer - Hold You In The Warm: sembra di esser a Dublino negli anni 90: è lì che porta Hold you in the warm. La linea vocale eterea e rarefatta rimanda ai primi Cranberries, l’elettronica soft e gonfia di suono come un morbido cuscino tiene stretti e scalda. Bel pezzo, la promessa di un bel disco.

Paul McCartney - Slidin’ (dall’album McCartney III per la Capitol Records): il settantottenne Paul, a quarant’anni dalla morte di John Lennon e nell’anno più orrendo del XXI secolo ci regala un rock senza fronzoli, non nostalgico e dallo stile blues solitario di cui farne tesoro in questo strambo dicembre.

Giorgio Canali e Rossofuoco - Eravamo Noi (dall’album Venti per la Tempesta Dischi): l’incazzatissimo quanto fumatore turco Canali, ritorna sulla scena con i Rossofuoco a corredo. Un album di venti tracce, nel 2020, nomen omen. Eppure, la sfida pandemica resta fuori cornice. Il pezzo di apertura, qui selezionato, non le manda a dire ai voltagabbana ideologici. Un mix di nostalgia impegnata che disserta sui ventenni trascorsi. Una cosa è chiara, GC resta fisso sulla medesima barricata.

The Aislers Set - Cold Christmas (singolo, Suicide Squeeze Records): la band americana indie pop degli anni ‘90 ha pubblicato questo singolo per deliziarci con radiofonia natalizia le festività. Non possiamo che goderne. Chicca sconosciuta (grazie ad Albos per la dritta): è stata ‘scongelata’ dopo dieci anni dalla sua composizione. Sarà una mossa simbolica?

French Cassettes - Dixie Lane (album Rolodex per Tender Loving Empire): pop ballad cullante, è così che potrei definire l’opera dei French Cassettes, la band di San Francisco che ha fatto del power pop la propria bandiera. Non rinunciano ad una nuance retrò al punto giusto. Dei giovani vecchi con l’imprinting seventy? Maybe.

 
 

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