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I fatti MEI

Che sound al Supersound

27Settembre2011

Ancora esaltato dalla brillante scelta del titolo del mio report, vengo disturbato da fastidiosi e cadenzati colpetti sulla spalla. Cerco di ignorarli e continuo a scrivere quello che sto scrivendo, finché sono costretto a staccarmi dal monitor e girarmi. È Marco Maschietto. Mi fa (riporto in presa diretta): “Vitelloni guarda che non siamo andati al Mei. Era il Supersound.”
Sbuffo. Scappa anche un leggera bestemmia sulle qualità morali di un dio preso a casaccio. Mi piaceva quel titolo. Devo cambiarlo:


Che sound al Supersound
Fa schifo, no? Credo anch'io. Vabbè pazienza. Non so se si è capito, ma la due giorni di Faenza non ha entusiasmato l'allegra combriccola di Sherwood, partita come nelle migliori tradizioni delle scampagnate fuori porta con due macchine cariche d'idee, sogni e gadgets. L'unica differenza tra questi tre elementi apparentemente diversi tra loro è che perlomeno i gadgets sono stati venduti sul banchetto di Sherwood, mentre il resto è rimasto parcheggiato in Piazza Martiri della Libertà. Arriviamo nel bellissimo centro storico di Faenza, e la prima cosa che facciamo è spostare i tavoli dello spazio assegnato a Sherwood da Piazza Nenni a Piazza del Popolo. Solo perchè la prima ci sembrava un po' autoreferenziale, e per di più quando siamo arrivati c'era già un'altra web radio in postazione e pronta a trasmettere, Radio Fly. Oltre ad  assordarci con un volume da rave-party, esibiva nel suo stand una bandiera della Cisl (ad occupare un posto sono sempre i primi, è nel prendere una posizione che fanno un po' difficoltà).
Ma non siamo qui per fare del becero antisindacalismo di centro, quindi vi racconto un po' quello che ho visto al Supersound, ma soprattutto vorrei parlarvi delle persone che ho incontrato.
Sotto il Voltone della Molinella, ad esempio, c'era una lunga coda di giovani con in una mano una demo e nell'altra una speranza. La demo serviva a promuovere la loro musica emergente, la speranza serve sempre quindi che ve lo dico a fare. Parlo un po' con loro e la sensazione che provo è quella dell' “andare allo sbaraglio”.

Al Supersound giovani speranze

Solo uno tra loro ha le idee chiare: Marco Zeta. Un'artista che cercherò di promuovere in tutti i luoghi, in tutti laghi – come cantava un tale non proprio “indipendente”, e di cui non ricordo il nome. Se proprio volete saperlo, provate a fare uno squillo a Maria De Filippi.

Marco Zeta - Step to heaven 90

Una piacevole sorpresa, invece, mi accoglie sulla strada del ritorno al nostro stand: la corista dell'Orchestra del Maestro Casadei. Il bacio alla fine dell'intervista suggellerà la nostra unione carica di un erotismo a cui il video non rende giustizia. È stato amore vero, e quando entra in ballo l'amore vero l'età non conta (Non ho l'età, cantava una tale quando le etichette indipendenti erano ancora un'invenzione lontana a venire).

Al Supersound anche la cantante del "maestro Casadei"

Mi riprendo dallo shock emotivo lasciandomi distrarre dai clown dell'associazione ClownTherapy .

Clown Therapy @ Supersound

Ricado nel baratro della confusione morale quando sento provenire in lontananza dalle casse del palco centrale di Piazza della libertà degli “Yo-Yo”. È musica Hip-Pop. È musica della Mtv Generation. Sono i One Mic, e nell'intervista rispondono colpo su colpo alle mie sterili provocazioni, regalandoci nella parte finale del video un free-style dedicato a Sherwood.

Free style per Sherwood. Intervista ai One Mic

Nell'alternarsi continuo di emozioni, riprendo fiato portando all'interno del Tao Love Bus la telecamera (che in realtà è un I-Phone), e adesso sì, lo posso dire, mi sento già meglio. Rock puro. Si respira aria buona all'interno del loro furgoncino adibito a sala prove.

Sherwood@Supersoun - Il pulmino Rock n'Rol

La Notte bianca della musica emergente si conclude – per me – con una scoperta sensazionale: le Lanzichenecche sono femministe.

Al Supersound: ci sono anche i Lanzichenecchi!

FINALE AD ALTO CONTENUTO EROTICO: Solo e sotto il Voltone della Molinella, rifletto fumando una sigaretta.
Ho appena vissuto una storia d'amore intensa, ma per motivi di privacy non posso dirvi con chi.
La cantante dell'Orchestra del Maestro Casadei o la Lanzichenecca emancipata?

 
 
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