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Intime emozioni collettive - Sherwood Festival, Padova - 07 Luglio 2011

Mogwai Live Report

Intervista, report e foto

11Luglio2011

Report

Quando mancavano pochi minuti all’inizio del concerto le luci del vicino stadio Euganeo si sono accese, e il timore che si potesse rovinare l’atmosfera era palpabile tra coloro che si apprestavano a gustare il concerto della band scozzese. Una preoccupazione che non ha fatto altro che aggiungere ancora più sapore a coloro che aspettavano solo di assistere all’esibizione dei Mogwai.
Invece, alle prime note, ecco svanire questo timore, poiché da subito siamo stati trascinati in quel viaggio che Mogwai e pochi altri sanno provocare.
E non ci si è neppure accorti che in un niente quelle luci sono andate a spegnersi, mentre la musica dei nostri si prendeva la scena.
A intime emozioni collettive,  si accennava proprio su questo spazio, qualche mese fa.  E’ così è stato.
Quasi due ore di concerto che si apre con “White Noise”, che è anche il brano con cui comincia “Hardcore Will Never Die, But You Will”, ultimo convincente lavoro della band di Glasgow. Un disco  che è la sintesi di ciò che i nostri intendono riguardo il loro sound. Perché è un po’ troppo semplice parlare di post-rock, quando invece la loro musica passa in rassegna così tanti stili e influenze  che appare limitativo dargli una etichetta.
Una scaletta che ha toccato gran parte della loro discografia, e che ha coinvolto un pubblico davvero attento. Un pubblico composto da appassionatissimi della band, ma anche dai tanti che, incuriositi, hanno assistito entusiasti al concerto.
Come si dice in questi casi, la fama li ha preceduti, e non ha per nulla deluso, neppure i più scettici.
E’ risaputo che i loro live nascondano qualcosa di speciale, e anche i più refrattari hanno dovuto ammettere che si, è davvero una band unica.
Si smentisce poi quel luogo comune che nei festival funzionano solo un certo tipo live rispetto ad altri. Quelli classicamente intesi come più allegri e vivaci. Le tremila persone presenti non mi sono sembrate di questo avviso. E’ sempre un piacere demolire i luoghi comuni.
Mexican GP” è uno dei momenti più belli del set, dove i nostri danno ancora una volta prova di quanto eclettici siano a dispetto dei suoni comuni. Il solo brano cantato della serata, dove il rock elettronico incontra la black music, e si crea un’atmosfera che ci riporta ai tempi dei Massive Attack di “Blue lines”. Uno dei momenti sicuramente più sorprendenti di tutta la serata.
Sempre dall’ultimo album splendida l’esecuzione di “You’re Lionel Ritchie”, uno dei brani di punta dell’ultimo disco, che strappa non pochi applausi.
Non solo brani dall’ultimo lavoro, si diceva, ma anche classici come “Two rights make one wrong”, o “Helicon 1”, che strappa applausi convinti fino dalla prima nota.
Potenti e precisi, acidi e psichedelici.  Ma sanno anche essere leggeri e delicati come nessuno.
A sinistra del palco lampi e tuoni sembrano accompagnare l’esibizione. A destra una Luna suggestiva sembra volere dire la sua, essere partecipe all’evento.
Mogwai si confermano come una delle migliori live band del panorama internazionale , attenta a tutti i piccoli particolari, come il supporto visivo durante una parte delle esibizioni, o le luci che creano un atmosfera sempre nuova. Luci fredde che sembrano volere spegnere le scintille che la loro musica provoca, la vera protagonista.

Intervista

Foto

SetList:

White Noise
Rano Pano
I’m Jim Morrison, I’m dead
Werewolf
Friend of the night
San Pedro
Mexican GP
I know you are but what I am
You’re Lionel Richie
Helicon 1
2 Rights make one wrong
Batcat

Hunted by a freak
Mogwai fear Satan

 
 

http://www.mogwai.co.uk/

http://it.wikipedia.org/wiki/Mogwai

http://www.myspace.com/mogwai

 
 
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