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There Will Come A Day: Steve Wynn live report

Il live report del concerto del 21.01 presso la Cripta del Duomo, Avellino (AV)

24Gennaio2023

10 date in 11 giorni da Nord a Sud: basta anche il semplice dato numerico a spiegare la lunga storia d’amore fra Steve Wynn e l’Italia. Probabilmente, nell’immaginario collettivo, il nostro è l’equivalente di uno zio d’America con la chitarra acustica a tracolla: cool, simpatico, cordiale, carico di canzoni memorabili da raccontare, oltre che da cantare.

Ad Avellino, Wynn approda per la terza volta dopo un altro spettacolo in solitaria in elettrico nel 2016 e, soprattutto, nel 2018, il live dei Dream Syndicate (in assoluto tra le migliori reunion dell’ultimo decennio anche alla luce dei quattro bei dischi realizzati sinora, tra cui Ultraviolet Battle Hymns And True Confessions, datato 2022) e l’evento è sold out, l’ennesima iniezione di fiducia per l’associazione Fitz, sempre mirabilmente al lavoro per portare in città eventi memorabili.

Tanti gli aneddoti sulle canzoni e la voglia di scherzare e comunicare col pubblico, con Avellino descritta come nuovo sobborgo di New York e i camerini della Cripta del Duomo e del leggendario CBGB’s della Grande Mela a rappresentare Paradiso e Inferno.

Scivolano via le canzoni l’una dietro l’altra, tra brani solisti e classici della band, con un omaggio ai due leggendari e compianti chitarristi come Wilko Johnson e Jeff Beck (The Deep End) e anche un pensiero per David Crosby a parole ma anche in musica, con Eight Miles High dei Byrds a fare capolino all’interno di Carolyn.

Il pubblico Irpino risponde calorosamente, facendosi prendere in special modo dai classici del Sindacato Del Sogno come The Days Of Wine And Roses,Burn, Tell Me When It’s Over e cantando in coro una There Will Come A Day, spronato da  Wynn che abbandona il microfono per cantare tra le panche della Cripta (alla location e alla serata riuscita, il cantautore ha dedicato anche un ammirato post sul suo account FB).

Alla fine sorrisi, foto e autografi per tutti, con una disponibilità sincera e non scontata.

Si torna a casa quasi con la voglia di rivivere l’esperienza, con la consapevolezza che prima o poi riaccadrà sicuramente. Nel frattempo, c’è tanto da poter riascoltare, magari su supporto fisico che è meglio.

Ancora una volta, giù il cappello e lunga vita al rock’n’roll.

 
 

FITZ Associazione Culturale

Foto copertina a cura di Gianfranco Noia.

Foto social instagram a cura di Maurizio Solfietti.

 
 

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