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Whitney K e la sua band - Teatro del Giullare a Salerno

5Novembre2022

La modern classical di Julia Kent, l'improvvisazione free jazz di Ken Vandermark e Christof Kurzmann, il folk/blues urbano di Whitney K: se tre indizi facessero una prova, potremmo parlare di un piccolo, significativo risveglio per la musica live a Salerno, ma purtroppo non è così, specie se ci si scontra con un ambiente ormai quasi totalmente refrattario ai concerti come quello del capoluogo campano, dove programmare eventi è ormai una chimera.  

Lodi quindi a OHMe e No Project che per il terzo mese consecutivo, peraltro in tempi record, hanno portato in città nel giorno di Ognissanti il canadese Whitney K e la sua band, in giro per l'Europa per promuovere l'EP Hard To Be A God uscito la scorsa primavera.

Il cantautore, vero nome Konner Whitney, allestisce uno spettacolo che scivola via come un bicchiere d'acqua, con la classe di un cantautore d'altri tempi, confermando quanto di buono ascoltato su disco: citare nomi come Lou Reed, Bob Dylan o Kris Kristofferson, raffigurati nel suggestivo e un po' orrorifico quadro di copertina dell'EP, si rivela in fondo doveroso in quanto il buon Whitney dimostra di aver incamerato nel migliore dei modi il suono folk, country e rock di una stagione irripetibile, con sensibilità e personalità, lasciando anche ben sperare per il domani.

Tra gli episodi più riusciti il dittico While Digging Through The Snow e Song For a Friend, legate insieme in un'unica emozionale sequenza che anche senza gli arrangiamenti d'archi della versione in studio raggiunge il cuore senza difficoltà, la caracollante Trans-Canada Oil Boom Blues e l'alticcia Last Night #2, forse le più Velvetiane del suo repertorio, Maryland (splendida chiusura dell'altro suo disco su Maple Death Records, Two Years, del 2021, anch'esso, inutile dirlo, caldamente consigliato).

Nota di merito, anche da parte dello stesso artista, per un pubblico silenzioso, attento, divertito, che si ferma cortese anche nel post per chiacchiere, autografi, post di rito.

La sensazione di leggerezza del giorno dopo non fa altro che confermare che quanto ascoltato è stato prezioso, essenziale, vitale: al di là delle paure dei virus e dell'antisocialità espressa dai primi decreti del nuovo governo, assembriamoci così, senza timore, nel nome dell'amore per noi stessi e per il rock'n'roll.

 
 

Credits photo: thanks to Paola Giù

Piccolo teatro del Giullare


 
 

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