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Sherwood Festival 2022 - Day 18

Caparezza #Sherwood22 - Live Report

Il viaggio nella mente di Caparezza

3Luglio2022

Il 2 luglio è stata la serata che per molti affezionati dello Sherwood festival ha visto tornare sul main stage, per ben la decima volta, un animale da palcoscenico… Caparezza!

Questa volta, dopo quattro anni che non si esibiva sul palco del nostro festival, ha deciso di farlo trasportandoci letteralmente nella sua testa, dove ci ha fatto vivere un viaggio che potremmo definire benissimo come un’esperienza mistica. Il filo conduttore di tutto questo viaggio è proprio la foresta, che si sposa benissimo con lo Sherwood.

Il pubblico in trepidante attesa ormai da ore, per aggiudicarsi i posti più vicini allo spettacolo, si esalta con il primo pezzo, Canthology, che viene aperto da una coreografia con dei ballerini che ci trasportano in un’altra dimensione, tra balli tribali e scettri con il simbolo di Exuvia.

Una peculiarità di questo concerto sta proprio nella scenografia del palco, che vede dietro di esso delle liane e un’installazione circolare dove vengono proiettati dei video. La seconda canzone è Fugadà, dove su quest’installazione si vedono animazioni di foreste e cieli stellati, un match perfetto anche con tutto il festival.

E dopo questi primi due pezzi, Caparezza, pseudonimo di Michele Salvemini, ringrazia il pubblico ed inizia ad ammaliarlo con i suoi discorsi: «È cambiato tutto, è cambiata la società, è cambiato il linguaggio, di conseguenza è cambiata la politica (che cambia sempre), è cambiata l’arte, è cambiata la musica, sono cambiato io, che, come avete visto, ho subito una sorta di metamorfosi kafkiana per cui mi sono trasformato in un uomo lumaca (mi sono risparmiato lo scarafaggio). Perché mi sentivo a un certo punto molto più lento del mondo che andava ad una velocità spedita, in più ero appesantito da questo guscio che rappresenta il guscio dei miei pensieri, il guscio del mio ruolo, il guscio della mia età, delle mie patologie. Alla fine, me le sono scrollate di dosso, tutte quante, tutti questi problemi, ed è nato Exuvia. Il disco a cui io voglio un bene dell’anima. Un disco che celebra un rito di passaggio a questo punto cardine ed è ambientato in una foresta!». La foresta che diventa il rito di passaggio per tantissimi artisti, come Dante Alighieri, passando per William Shakespeare e Čajkovskij con il Lago dei cigni. Ma parlando del viaggio nella selva del nostro artista, ciò che lui ha trovato al suo interno è l’uomo uccello, che si è presentato al suo cospetto armato di un flauto ormai sette anni fa, irrompendo nella sua vita con l’acufene, un disturbo all’orecchio che si percepisce come un ronzio simile a un fischio anche in assenza di rumori esterni. Ed è con questo preambolo che fa partire Larsen, la canzone che descrive come ci si sente ad avere questo disturbo.

Ed è dopo aver salutato gli uccelletti che si insinuano nella sua testa che Caparezza ci racconta di come è riuscito a fare fortuna, sfociando così in Campione dei 90, con un pubblico visibilmente in visibilio e gasato. Dopodiché, sul palco entra un serpente gigante sulle note del quinto pezzo - Contronatura -, che verrà affiancato da una mantide religiosa gigante attorniati da balli tribali.

Subito dopo Caparezza, annuncia Mica Van Gogh per celebrare i 140 anni della corrente artistica di cui il celebre Van Gogh faceva parte. Il pubblico è esaltato grazie a questo pezzo storico dalle sfumature rock.

Eyes Wide Shut è il settimo brano che il nostro artista ci canta, che fa colorare il palco di rosso e vede una coreografia con dei ballerini coperti da delle maschere. Suggestiva l’installazione dietro che proietta le parole «Art is better than life», frase che il pubblico ripeterà come un mantra. Lo stesso pubblico a cui viene dedicata uno dei pezzi più belli e motivazionali del rapper - Una chiave - che ci ricorda che nonostante non ci sentiamo all’altezza di determinate situazioni non è vero che non siamo capaci di affrontarle. È dopo questo momento molto intimo che continua il viaggio all’interno della testa di Caparezza che mette in atto una scenetta con il Bianconiglio di Alice nel paese delle meraviglie, che serve a preannunciare Il mondo dopo Lewis Carroll.

Caparezza ci trasporta nel 2011 sulle note di Goodbye Malinconia dell’album Il sogno eretico, spalleggiato dal cantante Diego Perrone e successivamente nel 2014 con China Town, ricordandoci l’importanza che ha la scrittura e di quanto questa sia stata uno strumento cardine che ha rivoluzionato l’uomo.

Dopo questo piccolo viaggio nel tempo, ci ritroviamo di nuovo in Exuvia con La Certa, El sendero e Come Pripyat, dove quest’ultima rappresenta lo stato d’animo dell’artista che si sente vuoto ed ha la sensazione di parlare al vuoto, affermando che ormai ci troviamo nell’era dove tutti abbiamo imparato a comunicare, ma nessuno più sa ascoltare. È una società che non è disposta ad ascoltare punti di vista diversi dal proprio, perché è piena di gente che non ha più fiducia in sé stessa, ma FEDE in se stessa, essendo questa cieca. Dopo questo preambolo racconta la storia dell’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto arrivando a fare uno dei suoi pezzi più famosi quale Vengo dalla Luna del disco Verità supposte, con un pubblico che si infiamma. Ma il nostro Caparezza ci invita a rimanere sempre sul pezzo, con canzoni per cui gli spettatori si scatenano quali Abiura di me e Zeit!. Sarà con il brano La Scelta che il pubblico si calmerà, che servirà da trampolino di lancio per il pezzo successivo che ci ricorda che qualsiasi sia la scelta che prendiamo, l’importante è che Ti fa stare bene.

Le luci sul palco si spengono, il concerto sembra essere finito, ma il signor Rezza Capa ritorna sulle note di Exuvia che vede il pubblico connettersi come in un rito di preghiera, con le mani giunte rivolte verso il cielo. Una preghiera che Caparezza sente di rivolgere al dio cicala, protettore del cambiamento da cui deriva l’Exuvia, l’involucro che resta dato dalla muta di un artropode. Animale questo che ha anche un lato negativo, in quanto è responsabile della diffusione della Xylella fastidiosa, che ha rovinato gli olivi della sua amata terra, la Puglia. Infatti, è con questo collegamento che ci canta Vieni a ballare in Puglia, il pezzo che farà ballare tutti e accenderà il pubblico dello Sherwood.

Caparezza canta l’ultima canzone -Fuori dal tunnel- il brano che lo ha fatto diventare famoso e con cui, a detta sua, ci ha litigato per un po’ di anni, portandolo per un periodo a non suonarlo più nei suoi concerti. Ma adesso ci ha fatto pace, ed il pubblico lo ha apprezzato tantissimo, cantandola insieme a lui.

Sulle note di Eterno Paradosso, il nostro artista ci saluta, ringraziando la band composta da Diego Perrone alla voce, il tastierista Gaetano Camporeale, al basso Giovanni Astorino, il batterista Rino Corrieri e il chitarrista Alfredo Ferrero; i ballerini, il coreografo, i fonici, la costumista, i macchinisti, il tour manager e tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione di questo spettacolo.

Il concerto del tour di Exuvia è un’esperienza da fare almeno una volta nella vita, una possibilità di entrare nella mente di uno dei più grandi artisti del nostro paese pieno di controversie che vengono sviscerate in un modo tale che solo Caparezza sa fare.

 
 
 
 

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