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Rieccoli: I Ministri, aspettando l'album Giuramenti

In attesa dell'album previsto per il 6 maggio ascoltiamo il nuovo singolo "Scatolette" che ha susseguito il primo "Numeri".

19Marzo2022
Passano gli anni ma I Ministri restano una certezza musicale perennemente valida.
Sin dal 2006 il trio milanese formato da Davide Auteliano (voce, basso), Federico Dragogna (chitarra e voci) e Michele Esposito (Batteria), riesce ad intercettare intere generazioni con l’utilizzo sapiente di melodiche e narrazioni politicamente scorrette.
Le liriche sono mescolanze pensanti capaci di introiettare in ogni Millenials una convinzione: «Questi stanno parlando di me! ».

Quella medesima generazione Y che, dopo essersi ritrovata tra capo a collo a vivere la cd. “Grande Recessione”, ad affrontare Jobs Act e nuove forme di lavoro precario, a dover svincolarsi dallo spettro della flessibilità e dell’iperformazione opposta alla mancata esperienza, oggi, dopo una Pandemia che ha messo completamente in pausa per due anni la “vita culturale”, si ritrova sprofondare in un buco nero.
I Ministri, d’altra parte, sono musicisti che fin da subito hanno preso posizione: essere controcorrente, descrivere l’attualità senza mezze misure sferzando critiche maestose combinate a ballads o riff piombati, rullanti impazziti e possibilmente “stage-DIVIng”.
E chi, se non una band come la loro, è ritornata a parlare con disapprovazione della situazione attuale in cui la musica è precipitata.

Il 4 marzo scorso, nell’annunciare il loro nuovo album Giuramenti, previsto per il prossimo 6 maggio per Woodworm, hanno scaldato l’atmosfera con il nuovo singolo Scatolette che segue il singolo Numeri, «una canzone che nasce come uno sguardo sul mondo e diventa un’azione nel mondo»
 

«Scatolette, tra le ballate che abbiamo scritto, è una delle più amare, probabilmente
perché parla della crisi di una delle cose che ci sono più care - la musica. Quella musica con cui abbiamo stretto un patto ancora ragazzi, quella musica che pareva un angolo di libertà e indipendenza in un mondo che si preoccupava solo di far cassa, quella musica che sembrava poterci salvare. Scatolette è anche una canzone su tutte le luci che si sono spente: biblioteche e discoteche per la prima volta unite in un lento declino di cui non riusciamo più a vedere l’inizio.»

Anche il video che contorna il singolo ha del magnifico: la band, in tale occasione, si è trasformata in una fittizia azienda di logistica con ragione sociale “Giuramenti” ed il logo è rappresentato dall’uccello dai mille colori, copertina dell’album.
Gli operatori della premiata ditta Giuramenti s.r.l. attraversano la bassa padana e consegnano miriadi di pacchi dal non meglio precisato contenuto. Un portato simbolico volto a rappresentare il paradiso dello streaming e della musica sempre e comunque fruibile gratuitamente da chiunque. Un paradiso in cui, oramai, in questa grossa crisi di musicisti e maestranze dello spettacolo, si vedono – già da un po’ - le contraddizioni evidenti.
«Voi ci volete comprare, noi ci vogliamo salvare» (Scatolette)
 

La coerenza dei Ministri è riprodotta, inoltre, anche attraverso il rapporto sincero ed ex aequo con i fan. La Mailing list, da anni, è un vero e proprio diario della band, nella quale far confluire pensieri, ragionamenti sui pezzi e sulle situazioni che si vivono, oltre che anticipazioni e chicche dedicate a chi ‘si è fidato’ concedendo la propria mail.
Dopo quindici anni di piena attività, sei album in studio, +1 in prossima uscita, un recente ed acclamato EP (Cronaca Nera e Musica Leggera, 2021), altrettanti tour e molteplici collaborazioni con altri artisti, parlare con ottusità stereotipata di un presunto avvenuto raggiungimento di maturità, perde assolutamente di senso: siamo dinanzi una band di una pienezza conclamata sin dagli esordi.

La poliedricità dei Ministri è data dall’essere se stessi, cambiando, ma collocandosi sempre su una linea di novità. I riff catchy, i ritornelli anche radiofonici, le code vibranti d’emozione, il timbro vocale graffiato ma pulito al contempo, combinati a messaggi sociali imponenti, confezionano un prodotto che non sbiadisce nel tempo, che non è dettato dalle tendenze correnti: scatolette con scadenze infinite, altro che playlist viral&trending da scoprire e dimenticare, come acqua bagnata che si asciuga al sole.
 
 

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