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Anomalia Sanremo 2022 - Last Day, con le mani, con le mani, Ciao Ciao

Serata conclusiva per il Festival di Sanremo 2022. Si sente la noia di un festival tirato un po’ per le lunghe, musicalmente non troppo entusiasmante. Buona raccolta di tormentoni estivi.

6Febbraio2022

Ascolti alle stelle, canzoni che volano nelle classifiche, in 13.380.000 hanno seguito la finalissima di Sanremo 2022, raggiungendo il 64,9% di share e presagendo un Ama quater per l’anno prossimo. Un festival che alla fine ha aggiunto in corsa un ulteriore artista in gara, il Fantasanremo che da figura eterea è diventato protagonista. Tra papalina, Zia Mara, gesti atletici e baci alla telecamera, outfit monocolore chi ha calcato il palco si è fatto prendere un po' la mano dal gioco e meno dall’esibizione canora. 

Sono Mahmood e Blanco i trionfatori di questa edizione del Festival di Sanremo. Il duo ha conquistato il gradino più alto del podio con Brividi. Al secondo posto Elisa con O forse sei tu, al terzo Gianni Morandi con Apri tutte le porte. Per lui anche il Premio della Sala Stampa Lucio Dalla. Premio Mia Martini a Massimo Ranieri. Miglior testo a a Fabrizio Moro. Giancarlo Bigazzi per la miglior composizione musicale assegnato dall’orchestra va a Elisa.

La 72esima edizione dal palco dell’Ariston è più varietà (e pubblicità) che musica, e la serata di ieri ha chiarito che non sono tante le canzoni che resteranno nella memoria, ma sono parecchie che hanno buona probabilità di fluttuare nel lato “tormentoni”. Che poi un’amica l’altro giorno mi chiedeva perchè far uscire i tormentoni da spiaggia a febbraio che si congelano. Osservazione giusta, se non fosse che in modo o nell’altro poi non è sempre detto che vengano spinte le canzoni più belle, ma di fatto quelle che piacciono di più. E in un certo senso va bene così, come ha dimostrato il votazione finale, in cui ad avere la regia generale è stato il televoto da casa. 

In un telegramma la serata di ieri si potrebbe riassumere con un podio che incontra tre generazioni (per citare Gianni Morandi), Sabrina Ferilli, paillettes ovunque, orchestra come al solito stratosferica e mazzi di fiori consegnati a chiunque dato che le gaffes stavano diventando grottesche. Il punto è che poi arrivano anche i tasti (molto) dolenti.

Perchè non si può osannare solo l’efficacia di questa kermesse, dei tempi più ridotti, l’exploit del pubblico giovane, i messaggi edificanti; non è per forza per trovare il pelo nell’uovo ma le stonature (in questo caso non canore) si ripresentano puntuali come ogni edizione, e quest’anno non è da meno.

Non bastava l’anno scorso con la marina militare, la finale Sanremo 2022 si apre (again) con l'Inno di Mameli suonato dalla banda della Guardia di Finanza, che poi lascia la scena sulle note della marcia Armi e Brio. Posto che è incredibile come la Rai abbia questo senso di mistificazione quasi papale per sbirri e preti, il punto è che c’è chi viene raffigurato come salvatore della patria, le forze dell’ordine da una parte, Mattarella dell’altro, che viene tirato fuori ogni mezzora quasi per evitare di ricordarci che la sua rielezione in realtà nasconde uno dei punti più bassi di questo paese.

Ma non è solo ciò che succede sul palco, con la famosa scalinata alle spalle. Quest’anno anche la platea è tornata alla “normalità”, ci sono persone in carne e ossa tra il pubblico e non palloncini “falloforme”, non c’è il lockdown, c’è la grande kermesse che non poteva assolutamente mancare. Ci sono tutti gli ingredienti, tranne la ripartenza del mondo dello spettacolo, con intere tournée musicali o teatrali cancellate, la clinicizzazione degli eventi che devono essere fatti - per forza - in sicurezza, dove l'idea di comunità passa immediatamente in secondo piano. Si favoriscono grandi nomi, mentre arte, teatro e musica che nascono dal basso sono fermi. Ma soprattutto a pagare lo scotto è chi lavora dietro le quinte. Si è scatenato il ribasso dei prezzi e nei compensi per poter lavorare e non trovarsi fuori dal giro con conseguente aumento della disoccupazione e la necessità in alcuni casi di cambiare proprio lavoro. 

C’è la corsa al volontariato, come all’EuroVision Contest 22 che si terrà a Torino che vista la portata dell’evento e le risorse economiche in ballo, avrebbe dovuto essere un annuncio di lavoro a tutti gli effetti.

Soprattutto a fronte degli ultimi anni di pandemia e del drammatico e crescente livello di precarietà in cui alcune categorie lavorative si sono trovate travolte. Passa il messaggio che le categorie che lavorano nel mondo dell’arte e della cultura alla fine sono solo un contorno, è totalmente assente l’etica del lavoro soprattutto perchè i diritti ancora una volta hanno due pesi e due misure. La soluzione sarebbe anche semplice, lasciando il volontariato in numeri ridotti e mettendo in sicurezza chi invece fa del portare in scena gli eventi (di qualsiasi sorta e grandezza) un lavoro vero. Con la L maiuscola. 

È l’accasione mancata degli eventi in prima serata su Raiuno (ma ammettiamolo non ci si potrebbe aspettare diversamente), quello di lasciarsi abbracciare dal perbenismo e dai toni melensi e non cogliere il momento opportuno per mandare altro tipo di messaggi. Ci sono voluti Dargen D’amico e Cosmo - che ha accompagnato con il suo sound la Rappresentate di Lista nella serata cover - per denunciare l’opera di greenwashing di Eni. Il cane a sei zampe è tra i maggiori sponsor del Festival, Greenpeace ha contestato questa scelta dichiarando, “è il principale emettitore italiano di gas serra e una delle aziende più inquinanti del pianeta. Ma grazie ai profitti del gas e del petrolio può sponsorizzare eventi, come il Festival di Sanremo, che servono solo a ripulirsi l’immagine e a sviare l’attenzione pubblica dalle gravi responsabilità dell’azienda nella crisi climatica”. 

Non può, infatti, bastare un greencarpet da calpestare o un logo verde brillante sfoderato ad hoc per cancellare anni e anni di inquinamento provocato dallo sfruttamento di gas e petrolio. 

Queste sono alcune istantanee della finalissima, a cui si aggiunge una immensa Sabrina Ferilli che con la semplicità di chi ti racconta cosa ha mangiato a cena si discosta dal meccanismo secondo il quale deve per forza decantare, in quanto donna, l’argomento inclusione del giorno. Ammette candida che bisogna parlare di cose che si conoscono, consiglio che si dovrebbe seguire ogni giorno, e che in Italia ce ne sono tante di figure che sarebbe adeguato coinvolgere al momento opportuno. Cita la “sciua”, momento più alto della serata.

Sanremo è Sanremo, non ci si poteva aspettare niente di più e niente di meno. Chi ha calcato quel palco ci ha portato il suo, nel bene e nel male, nei prossimi mesi si vedrà cosa resterà negli annali delle canzoni più belle.  

Ci rivediamo l’anno prossimo. Buonanotte, è la fine, ti saluto, Ciao ciao!

 
 

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