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La Terza Dose

Un racconto ambientato in Calabria, dalla penna mordente ed emozionante di Mattia Gallo

20Gennaio2022

Appena finita di fare la terza dose, tutte le preoccupazioni sul “dopo”, sparirono in un lampo vero e proprio. Dissipò le ansie in sensazioni del tutto diverse. In periodo di maggiore diffusione del COVID, ai soliti discorsi, allerte, avvisi, grattacapi, adesso doveva anche assommare le preoccupazioni martellanti di un’intera società sconvolta da una pandemia virale. Sui social network, come dal fruttivendolo o in fila dal farmacista, si sentivano discorsi del tutto uguali. E considerazioni che sembravano scritte o ripetute a voce simultaneamente: “Come ti sei sentito dopo il vaccino? Io la prima volta stavo bene, la seconda ero giù”. Tensioni declinate in forma individuale, paure solitarie, nessuna vera preoccupazione per l’andazzo generale: lui, Nicola, era certo di questo. Le sue ansie non avevano mai avuto una risposta da parte di nessuno, e come gli altri, aveva trovato le sue strade ed adottato le sue strategie per andare avanti. Comunque era difficile lo stesso non subire la pressione del momento, e non viverla. Ma ora che aveva appena finito questa benedetta terza dose, si sentiva così: “Io sono apposto". Punto, basta. Non voleva preoccuparsi di nulla: e ci riusciva. Aveva in odio particolare specialmente quelli che parlavano di “responsabilità sociale”. Come, siamo in un paese, l’Italia, ed una regione, la Calabria, dove i rappresentanti politici non hanno fatto altro che tagliare i fondi per la sanità pubblica, favorire i privati, tagliato gli ospedali in tutta la provincia, tagliato i posti letto e reso sempre più precario il personale, ora in merito ai vaccini ci parlate di responsabilità sociale?!? Nella sua vita a Nicola era anche capitato di andare da qualche assistente sociale, ormai diversi anni addietro, ed assistere praticamente di persona alla stessa scesa di “Joker” di Todd Philip, quella in cui la psicologa dottoressa nera spiega al protagonista disadattato e psicopatico Arthur, che la loro sarebbe stata l’ultima seduta, perché il comune ha votato i tagli ai servizi sociali e quindi “di gente come te non se ne fregano proprio niente Arthur, e neanche di gente come me”. Altro che responsabilità sociale, i tagli ai servizi sociali sono stati un mantra, fatti a spron battuto da tutta la politica, ed ora gli tocca assistere alle discussioni sull’importanza della vaccinazione come unico e solo argomento di cui parlare, mentre il governo non aveva fatto nulla contro l’aumento della benzina e del metano, l’aumento dei consumi di luce e gas, gli ennesimi tagli sulla sanità, la riforma regressiva sulle pensioni…e tutto questo si affastellava nella mente di Nicola, prima di farsi la terza dose. Ad esempio, in Francia, nel 2018 era nato un movimento di protesta popolare, i gilet gialli. I cittadini francesi protestavano contro le tasse sul carburante, e per mesi sono scesi in strada a protestare, riuscendo perfino a far retrocedere il governo. È stata una protesta che hanno visto tutti gli spettatori televisivi ed utenti web d’Europa, persino a Cosenza chiunque li ha visti, come chi abita a piazza Europa, o ai Rivocati o al centro o qualsiasi altra parte. “Ma perché nessuno protesta come in Francia ora che da noi il prezzo della benzina e dei consumi domestici è salito vorticosamente?” si chiedeva Nicola, che tendendo l’orecchio nei luoghi da lui frequentati nella quotidianità, sentiva dire ad esempio negli spogliatoi della palestra commenti come “Oh ma ha vistu in Francia c’hannu fattu?!? Atru ca cà!”, o alla stazione di rifornimento della benzina “In Francia hannu arribbedrattu tuttu, atru ca ca”. Ma qui non parte niente ancora…perché? Non ora, non dannarsi ora, dopo la terza dose, pensò Nicola. Ora voleva lasciarsi tutto dietro, ora che aveva appena finito di fare la dose al centro di Via Roma. Cioè al centro della villetta di Via Roma, e non più in cima alla collinetta come faceva negli anni ‘80. Ora era un uomo fatto e non voleva riempire di siringhe quel piccolo lembo di terra che si alzava nella villetta. Ora la terza dose di eroina del weekend, dopo venerdì e sabato, si poteva fare in una tranquilla serata di domenica, anche seduti comodamente su una panchina. Lasciandosi dietro tutto, qualsiasi futile preoccupazione. Vedeva una poiana scesa dalla Sila, poi dalla pre-sila ed arrivata fino a lui, un rapace dagli occhi enormi gialli languidi e lugubri, ma dal volo placido e silenzioso, accompagnare il suo ritorno in macchina, dalla solitaria villetta di Via Roma fino a casa sua a Rende. Poi avrebbe buttato la siringa dal finestrino con il tappo su Viale Parco, che la mattina dopo sarebbe stata vista da qualche corridore con indifferenza al pari di un mozzicone di sigaretta. Lasciandosi alle spalle ogni ansia: tutto era andato bene, dopo la terza dose.

 
 

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