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Un anno bipolare: i singoli 2021

I migliori singoli dell'anno selezionati dalla webzine di Radio Sherwood

24Dicembre2021

Venti canzoni per chiudere questo 2021. Di seguito, trovate i migliori singoli usciti quest'anno, selezionati dalla redazione musicale della Webzine di Radio Sherwood. Una playlist bipolare, che salta dal punk al pop, dal metal estremo al cantautorato, per salutare un anno bipolare, di alti e bassi, riaperture e chiusure. 

Venti canzoni che abbiamo avuto modo di ascoltare in diretta per festeggiare i 45 anni di Radio Sherwood e che adesso potete apprezzare nuovamente, in tutta tranquillità dal divano di casa, per smaltire i bagordi delle feste!

Laura Jane Grace – Day Old Coffee (Polyvinyl Records) 

Laura Jane Grace, cantante e compositrice americana, leader degli Against Me! a sorpresa torna a breve distanza dal suo ultimo album solista con un nuovo EPAt War With The Silverfish. Come il disco precedente, Stay Alive, con il quale è intimamente legato, e con il quale va quasi a comporre un unico concept su questi due anni di Covid, anche questo lavoro è chiaramente segnato dalla pandemia e dai lockdown. Il breve singolo estratto, Day Old Coffee, tratteggia infatti una giornata passata chiusa in casa, in totale isolamento e solitudine, una giornata passata a pensare e ripensare, a un livello di paranoia tale per cui pur di smettere di rimuginare si arriverebbe a versarsi del caffè bollente negli occhi. 

The no Twist - Al Sur (Morr Music)

I No Twist sono ritornati dopo quasi sette anni dal precedente album, (Close To The Glass), questa volta con Vertigo Days targato Morr Music. Malinconia bavarese per eccellenza con sfumature sperimentali di rilievo, il singolo Al Sur convince con le sue stoccate selvagge ma, al contempo, carezzevoli.

Messa – Pilgrim (Svart Records) 

I Messa anticipano quello che si prospetta già come l’album più atteso del 2022, Closer, con il nuovo singolo Pilgrim

Il brano dalle melodie mediorientali ci porta, assieme al suo video, tra le sabbie del deserto nordafricano, con l’intreccio tra voce ed arpeggi di chitarra e di strumenti locali, per sfociare nei classici e pesantissimi riff doom.

Il video mette in relazione una danza di origine algerina e tunisina, il Nakh, con l’headbanging classicamente eseguito dai fan del heavy metal.  Entrambi prevedono infatti di agitare testa e capelli, e attraverso questa analogia la band mette in relazione questi mondi apparentemente molto distanti

 

Nick Cave & Warren Ellis - We are not alone (Invada Records e Lakeshore Records)

La coppia duo quest'anno è stata prolifica con l'album Carnage targato Goliath, ed è frutto della pandemia. Nell'album sono confluiti minimalismi ma anche celestial sounds. Il singolo, colonna sonora del film La Panthère des Neiges è un invito a non sentirsi abbandonati, specie in un momento in cui festeggeremo quasi due anni dal primo lockdown. Difficile, ma col growe ruvido che sa di caldo abbraccio forse forse potremmo riuscirci.

Exodus – Prescribing Horror (Nuclear Blast) 

Il 2021 ha segnato il ritorno di una delle band più importanti del panorama Thrash Metal internazionale. I californiani Exodus tornano con Persona Non Grata, forse il disco metal dell’anno. Tra i tanti singoli estratti, selezioniamo qui Prescribing Horror. Il timbro vocale di Steve Zetro Souza ricorda sempre più un Bon Scott a tanto così da un’overdose di cocaina, accompagnato dai riff granitici di Gary Holt, che dopo la parentesi negli Slayer, in sostituzione del defunto Hanneman, torna alla sua creatura, gli Exodus, di cui è l’unico membro fisso dal 1985

Il singolo in questione tratta dello scandalo legato alla Talidomide, farmaco per la cura della nausea, in particolare in gravidanza, commercializzato fino al 1961, quando si scoprì che un suo enantiomero provocava gravi malformazioni fetali. 

St. Vincent - The Melting of Sun (Daddy's home, Loma vista).

Lei meriterebbe più di qualche riga messa in croce, è un'artista a 360 gradi capace di ricreare egregiamente atmosfere vintage quanto moderne, nelle sue corde si rivedono tantissimi camei che ispirano un lavoro elegante e minuzioso. The Melting of Sun è un inno psichedelico sessantottino che incanta e stupisce.

Discomostro – Troppo (Professional Punkers) 

I DiscoMostro, band hardcore punk lombarda nata dalle ceneri degli Skruigners, tornano con il primo singolo dell’album Mostropatia, in pubblicazione a inizio 2022. Il brano in questione si chiama Troppo ed è uscito il 17 dicembre, quindi siamo quasi in anteprima.  

Con Mostropatia i nostri vanno a concludere una trilogia comprendente i precedenti Mostrofonia e Mostroscopia. La conclusione della trilogia è anche la diagnosi della malattia: il male di vivere e la sconfitta affrontate come sfida e stimolo per rimettersi in gioco ogni giorno, senza niente da perdere. 

La canzone parla di come si appare agli altri e di quali parti di noi gli altri vedono. Del sentirsi tante persone contemporaneamente, ognuna con le proprie sfaccettature ed esigenze, tutte soffocate tra i limiti della comunicazione e quelli dell’interlocutore. 

Sault - Bitter Streets (Nine, Forever Living Originals).

Il collettivo inglese più prolifico degli ultimi tempi (5 dischi in due anni!) sforna singoli dal sound pazzesco senza mai abbandonare i registri politici che li caratterizzano. L'afro, il funk, ma anche il gospel in un bricolage black music che non disdegna nemmeno le influenze più romantiche e pop.

Gojira – Amazonia (Roadrunner Records) 

Se non il miglior disco del 2021, sicuramente il più atteso. I Gojira, band death metal francese, tornano con l'album Fortitude, confermandosi come una delle band portabandiera del metal moderno dagli anni duemila in poi. 

Il gruppo è noto per il suo attivismo, in particolare rivolto a temi ambientali. Il singolo in questione, Amazonia, parla della deforestazione della regione amazzonica ed il relativo video riporta gli incendi che devastarono la zona brasiliana nel 2019 e le successive proteste delle popolazioni indigene.  

Ma non solo di mera testimonianza si occupa la band. Infatti, il gruppo si è fatto promotore di una raccolta fondi rivolta alle popolazioni indigene toccate dalla perdita delle loro terre nonché di svariate attività inerenti alla salvaguardia della fauna marittima. 

Venerus & Calibro 35 - Sei acqua (Asian Fake)

Una collaborazione che fa pensare, quando una voce d'oro, che seppure ha debuttato formalmente con il suo album nel 2021 (Magica Musica) è già di per sè super conosciuta, si incontra con la storia strumentale dell'underground non poteva che uscirne un pezzo profondo come un pozzo. Ne attingiamo la poesia, in un mellifuo sound indie garbato ma, al contempo, super sofisticato.

Post-Nebbia e Nico La Onda – Veneto d’Estate (Dischi Sotterranei, La Tempesta dischi, Grooviglio) 

Pisa Merda sta agli Zen Circus come Veneto d’Estate sta ai Post-Nebbia (con Nico La Onda).  

O anche: Corbellini e Nico come Niccolò Fabi e Max Gazzè, di cui storpiano la canzone Vento d’estate

Come Appino e soci raccontano la provincia toscana, così Carlo Corbellini narra con ironia sofferente dell’afosa e lenta estate padovana, trascorsa nella noia, al baretto con lo spritz, a bestemmiare per le zanzare. 

Funk, pop, psichedelia e colonne sonore di film anni '70. Questa la ricetta da cui nasce questa atipica hit per un’estate passata nella pianura padana. 

Dinosaur Jr. - I Ain't (Jagjaguwar)

Era uno dei dischi più attesi del 2021, e non ha deluso certamente le aspettative. I nostri dinosauri hanno pubblicato un disco solido, dal mordente nineties. I Ain't è un pezzo che narra l'incapacità di adeguarsi, il sentirsi disadattati, insicuri, nel mezzo di schitarrate eleganti ed orecchiabili, un pezzo che può salvare la vita.

Ministri – Peggio di niente (Woodworm)  

Che suono hanno due anni di pandemia? 

A questa domanda rispondono i Ministri con l’EP Cronaca Nera e Musica Leggera, da cui è estratto il brano, Peggio di Niente

La band ci tiene a dire che non ne usciremo migliori, che non servono arcobaleni alle finestre, che non andrà tutto bene. 

Il trio milanese ci parla di quanto in basso possa arrivare l’essere umano messo di fronte ad eventi imprevisti e catastrofici. Pur di sopravvivere, invece di esercitare la solidarietà reciproca, anche la gente normale è pronta a calpestare altra gente

Per parlare di questo i Ministri mettono temporaneamente da parte i molti arpeggi che avevano arricchito l’ultimo album, Fidatevi, per tornare alle schitarrate violente che ci riportano ai tempi di Diritto al tetto

Io sono un cane – Hajar (Trovarubato, Numero uno, Sony)

Jacopo Incani era atteso nella scena da ormai sei anni dall'acclamatissimo DIE. Il disco si è piazzato come una mina ed ha causato un caos: tra i fan della prima e dell'ultima ora, tutti insieme a criticare voracemente un disco, a detta dei più, incomprensibile. Ai posteri l'ardua sentenza, ma io due parole (non postume) le dico: in IRA vi è un ardore post-strutturalista, che vuol contrapporsi, alle volte forzatamente, a tutto quel che vi era prima. Il risultato? Miriadi di sound miscelati in un’esplosione magmatica e ribollente. Non importa che se ne parli bene o male l'importante è che se ne parli, o no?

Descendents – That’s the breaks (Epitaph) 

Quarantadue secondi. È questa la durata di That’s the Breaks, singolo dei Descendents pubblicato a gennaio per festeggiare e salutare ironicamente l’uscita di scena di Donald Trump, definito come un Twitter troll e invitato senza mezzi termini a tornarsene nel suo buco

Per l’occasione, la mascotte della band hardcore californiana, Milo, compare sulla copertina del singolo nell’atto di mimare la L di loser

Non si può certo dire che il brano sia una profonda e arguta invettiva politica, anzi, piuttosto sembra anche eccessivamente infantile. Ma possiamo ad ogni modo apprezzare il brano come uno spontaneo urlo liberatorio della band dopo quattro anni di presidenza trumpiana. 

Dry Cleaning - Strong Feelings (4ad)

Una nuova scoperta per la sottoscritta ma incredibilmente rivelatesi come il frutto di combinazioni d'ascolti. I Joy Division, il sound londinese anni '70, i Velvet Underground perfino, un boom musicale che causa una centrifuga a forte raffiche, appunto, proprio come una lavatrice a gettoni di gigantesche dimensioni. L'album è perfetto, nudo e crudo, pronto per essere digerito dopo una scorpacciata no limits.

Bull Brigade – Quaranta (Demons Run Amok) 

Bull Brigade, Torino Oi! La band street punk piemontese torna con un nuovo disco, Il Fuoco Non Si è Spento, anticipato dal singolo Quaranta, con un ospite di eccezione, Roddy Moreno degli Oppressed. 

Il brano si presenta come una fotografia della vita a quarant’anni, le ansie, gli errori, la fabbrica che ti incatena, tra sogni non realizzati da affogare nel Campari. 

Ma è anche, come tutto il disco, un brano di rivalsa, dell’essere fedeli ai propri principi, del non essere ancora pronti al ruolo di pompieri quanto piuttosto dell’essere ancora ostinatamente attaccati a quello degli incendiari. Perché, appunto, il fuoco non si è spento ed il Punk è l'eterna consolazione.  

 

IDLES - The Wheel (Partisan Records)

Siamo dinanzi agli dei IDLES, il quarto album in studio del gruppo britannico in cinque anni e il seguito di Ultra Mono, il loro primo album a toccare la vetta della classifica UK. Un album di passaggio, dai toni molto noir e notturni, con filamenti incandescenti di metal. Come ha detto il frontman Joe Talbot a Consequence of Sound:

" "The Wheel"" parla del ciclo dell'alcolismo. Mia madre era una madre straordinaria e un'amica meravigliosa, ma non ha smesso di bere fino alla morte. Ricordo che avevo circa 10 anni, piangevo in ginocchio e la imploravo di smetterla. Posso chiamarla una grande madre quanto voglio, ma non ha fatto abbastanza per essere mia madre dopo i 16 anni. Questo è tutto. Ha avuto un ictus e poi è stata sotto la mia cura da ragazzo, davvero. Quello è stato il momento che mi è venuto in mente ascoltando questa canzone più e più volte, perché ha quel tipo di cosa oscura, fredda e motorica che è l'alcolismo. Non sarei stato in grado di scriverlo prima. Ero troppo arrabbiato."

For Those I love - I have a love (September)

Non avrei mai pensato di rimpolpare una classifica musicale annuale con un pezzo rap, eppure, se l'ho fatto è perchè For Those I Love merita un ascolto anche agli orecchi meno avvezzi al genere. La storia che costeggia l'album è seriamente malinconica: il debutto è già un tributo, pietra miliare del ricordo di un'amicizia sincera, stroncata fin troppo presto. La rabbia, i flash back in videotape e l'amore sbandierato sono un vero colpo al cuore, come se, durante l'ascolto, si vivesse assieme a lui l'essenza di una perdita.

Cristina Donà – Colpa (Fenix Music Inc.)

Cristina Donà non è di certo una novellina della scena, classe 1967, 7 album alle spalle e vent'anni di carriera costellati di collaborazioni proficue ed interessanti. Il nuovo album è l'italianità più autentica, con un viaggio storico ed artistico che osserva di sbieco generi e prospettive musicali del passato ma ne crea altrettanti nuovi. Siamo dinanzi il Donatismo, non categorizzabile, un album-anelito dei desideri più nascosti che, con una scrittura trasparente, risultano lampanti in un mondo sempre più obliquo.

 
 

 
 

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