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Open Memory - Centro studi e documentazione Sherwood

Il passato che si intreccia al presente e getta le basi del futuro

24Aprile2021

Marc Bloch nella sua opera incompiuta intitolata Apologia della storia o Mestiere di storico - pubblicata dopo la sua uccisione avvenuta per mano dei nazisti nel 1944 - dedica un’ampia riflessione alla funzione della storia nella società. Una riflessione ontologica che analizza "il passato in funzione del presente e il presente in funzione del passato" e consegna alla "memoria collettiva" un ruolo cardine nella risoluzione dei “problemi del presente”, delle tensioni e tendenze che si vivono nella contemporaneità.

In quest’ottica, passato e presente non sono solo due punti che si collocano all’interno della grande linea del tempo, ma hanno una relazione dialettica, che si stimola a vicenda nel continuo divenire della storia e dei conflitti che in essa si stratificano. Questo è ancora più vero nell’analisi dei movimenti sociali e politici che si sono susseguiti nell’ultimo mezzo secolo, dalla grande rottura con la “tradizione” comunista avvenuta negli anni ‘60 alla nascita del concetto di “autonomia di classe”, dalla crisi del capitalismo industriale al conflitto tra capitale, vivente e natura che pervade tutta la contemporaneità.

Nel Nord-Est italiano, dove alcuni processi sono avvenuti in forma precoce e paradigmatica rispetto ad altri territori, persistenze e discontinuità si alternano incessantemente a partire dal “lungo ‘68”. Movimenti, cicli di lotta, elaborazioni teoriche, spazi organizzativi, strumenti di comunicazione politica si sono sedimentati senza lasciare vuoti, alimentando costantemente quella "méthode critique" che, sempre citando Bloch, è l’unico insegnamento che documenti e testimonianze del passato possono dare al presente.

Radio Sherwood rappresenta in questo un punto di vista privilegiato, capace di intrecciare osservazione diretta, narrazione, attivazione e movimentazione sociale nel perdurare del tempo. Dalla sua fondazione, avvenuta nel 1976, l'emittente diventa una voce delle lotte e intreccia i suoi percorsi con quelli dei movimenti politici nella città di Padova, in Veneto e nel resto della penisola. Nel 1977, anno in cui esplode una conflitualità su larga scala, la neonata emittente si fa voce dell’area autonoma padovana, rivoluzionando completamente la comunicazione dei gruppi politici legati a quell'area, inserendosi anche nel contesto più ampio e innovativo del sistema dei media nazionali, interessato dal “boom” delle radio libere.

Nel 1979 il “processo 7 aprile” colpisce duramente l’Autonomia padovana e con essa anche Radio Sherwood, che si ritroverà con una redazione decimata dagli arresti. Gli anni successivi, che la narrazione mainstream ha sempre erroneamente etichettato come “anni del riflusso”, sono invece una fase di ricostruzione e sperimentazione. Proprio attorno a Radio Sherwood convergono vecchie e nuove figure, si organizzano nuovi cicli di lotte, da quelle contro il nucleare ai cicli studenteschi degli anni Ottanta e Novanta (come il movimento dell’85 e la Pantera), dalle occupazioni dei centri sociali in tutto il Veneto alla nascita del movimento no-global.

Radio Sherwood continua ad essere megafono e incubatore di movimenti, fino ad arrivare alla “rivoluzione del web”, alla creazione di testate di movimento come Globalproject e Melting Pot, al Festival di Sherwood, all’abbandono delle frequenze e l’inizio dell’avventura della webradio, con le trasmissioni in streaming, i podcast, l’implementazione degli output video.

Open Memory nasce dalla necessità di non monumentalizzare il passato, ma metterlo realmente a disposizione dell’attualità, proprio perché memoria e storia sono elementi costitutivi del nostre presente e non solo attributi di un sapere epico e genealogico. Un centro studi è innanzitutto un luogo di trasmissione di sapere, di rielaborazione e attualizzazione del passato, ma soprattutto di analisi e indirizzo del presente.

Non un'archiviazione fine a se stessa, rinchiusa negli scaffali, ma un processo di conservazione di materiali sempre aperto e fluido, che ha l’ambizione di non fermarsi a un contesto cittadino, ma di allargarsi a tutto il nord-est, alle vicende e ai cicli di lotta e movimento che hanno caratterizzato l’intera macroarea nella quale continua il nostro percorso politico, sociale, culturale e comunicativo.

Il centro studi Open Memory sarà un luogo di studio, ricerca, confronto e analisi. Un luogo fisico composto da un archivio, una videoteca, una fototeca, un archivio sonoro, un’emeroteca e una piccola biblioteca.

Il passato che si intreccia al presente e getta le basi del futuro. Per questo vogliamo che il processo di studio e analisi sia frutto di un lavoro collettivo e non qualcosa delegato soltanto agli addetti ai lavori.

Vogliamo raccontare il passato, grazie all'utilizzo di strumenti come i podcast, gli storytelling, le trasmissioni radiofoniche, i video-talk e anche i più canonici convegni e dibattiti.

Vogliamo che le nuove generazioni, grazie a laboratori e momenti di formazione, siano consapevoli della loro storia per vivere in maniera coerente il presente e coltivare e progettare insieme un oggi e un domani migliore.

 
 

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