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Pubblicato il 19 marzo 2021 per XO LA FACTORY

Alessandro Tomaselli – Guarda come ti guarda

Il secondo album per l’autore pugliese ma trasferitosi a Berlino

24Marzo2021

Un letto armonico di synth e pianoforte squarcia il velo del torpore trasportando lo sguardo nel mondo di Alessandro Tomaselli.

Il 19 marzo 2021 l’autore ha pubblicato il suo secondo album, Guarda come ti guarda (Xo La Factory) che segue l’esordio del 2015 Dove andiamo noi niente a che fare.

L’album è composto da una selezione di brani creati tra il 2016 e il 2018 ed è stato scritto, prodotto e registrato da Alessandro Tomaselli nell´InnerBar, il suo homestudio berlinese.

Il disco è fittamente nutrito di ospiti con al piano Michele Cavallari, anche coautore della opening track, Amerigo Verardi alla chitarra, Armande Fanschawe al basso, e Sarah Grether alla voce.

Su Dadat ho quasi un colpo al cuore, l’arpeggio iniziale mi ricorda Angeles di Elliot Smith, entusiasta per questo cameo proseguo. La traccia si estende per la sua strada con una modulazione tonale propria che ben si sposa con la calda e sinuosa voce di Alessandro. Il titolo fuoriesce dalla creazione in termini di acronimo della frase in ritornello, "Dell’Astronauta, Dell’Acqua Trovata".

La plastica, seconda in tracklist, è una vera e propria ballad ecologista che si inserisce appieno nell’attualità della crisi dell’antropocene, sebbene vi siano riferimenti precipuamente personali, legati alla passione per la musica dell’autore. Alla chitarra arpeggiata in solo si aggiunge una parte ritmata e miscelata sapientemente coi sintetizzatori, molto carino anche il cambio armonico tranchant nel bel mezzo della composizione.

La peculiarità dell’album si rinviene nelle liriche all’interno delle quali si alternano tematiche riservate, trattate in tono confidenziale, a quelle più ‘pubbliche’, o per così dire, politiche, nel senso elevato. Non a caso non mancano i riferimenti critici ad una società sempre più improntata all’individualismo, al bieco egoismo, seppur spalmando questioni universali all’interno di un discorso prettamente autoreferenziale.

Come dinanzi ad uno Zeno Sveviano, la ballad About six years no smoking wow è lo showing up di un ex chainsmoker che ha smesso di fumare da sei anni, dopo vari tentativi cominciati tutti di lunedì, rischiando ogni volta di ricascarci il venerdì.

Dopo una narrazione esclusivamente in lingua madre, approda Paramount Pix, unico brano del disco cantato interamente in inglese che si arrocca su vette di metafore cinematografiche.

Chiusura ciliegina con un songwriter intimistico: Hard Core, Il cuore, un pezzo solo piano e voce, accorto e contemporaneamente con note distoniche, che si nutre di exploit in elevato nell’intermezzo, per poi terminare, come in una chiusura di un cerchio, in un mare sonoro piatto, disteso.

La composizione romantica-cinica di Tomaselli è seriamente ispirata, flemmatica, e ha creato un album di ottimo fatturato dream folk cantautoriale che azzarderei come colonna sonora di un film introspettivo d’autore.

 
 

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