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Panda Clan - il collettivo anticapitalista misterioso sulle orme di Noam Chomsky

Black lives matter, Biden, Trump, Amazon, McDonald ma anche trap, singoli e musica. Intervista coi Panda Clan

31Gennaio2021


Il collettivo più misterioso e underground degli ultimi tempi PANDA CLAN è uscito dal 'letargo' con il singolo "I Can't Breathe" pubblicato lo scorso 21 dicembre 2020. Abbiamo deciso di fare due chiacchiere su argomenti scottanti ed eterogenei al tempo stesso. L'intervista si è rivelata sagace e divertente!

Buona lettura!


Rossella: So che “avete” “hai” un’identità da collettivo che non rende noto le informazioni personali, però, tuttavia, sarebbe interessante saperne un po’ di più! Come nasce il progetto PANDA CLAN? Chi siete? Da dove venite? (Un fiorino!)

Ahahahah! Non è che si potrebbe aspettare ancora un po’? Non ci si sente ancora pronti, non che questo cambierà il raggio di inclinazione dell’asse terrestre…

Comunque nasce tanto dai passati fallimenti, non solo musicali, d’altro canto, con le dovute proporzioni anche Jeff Ament e Stone Gossard ci hanno messo un bel po’ prima di fondare i Pearl Jam! E poi dal fatto che ci troviamo ancora di notte a provare a scrivere qualcosa di decente. 

R: Nella bio capeggia subito, al primo rigo, che PANDA CLAN è ispirato al pensiero di Noam Chomsky. Perché lui? Da dove nasce l’ispirazione? Quali sono le vostre letture associate al concept del progetto? (Consigliatecele!)

Non riuscendo o non volendo (o non essendo interessati) a scrivere canzoni intimiste o d’amore vengono fuori le proprie idee politiche. O se non si hanno idee politiche vengono fuori tante canzoni d’amore? Comunque: prima la musica e dopo le parole come dicono ne “La carica dei 101” e le parole sono venute fuori da una sensazione di rabbia, di angoscia. Per cercare di descrivere questa società capitalista di merda. Chomsky fa questo in modo molto potente e semplice, nonostante sia un grande linguista. Consigliamo “Media e Potere”, poi il ragazzo ha una produzione oceanica eh, però qui racconta come nessuno la strategia del potere nell’asservimento e nel controllo del pensiero delle masse: apocalittico ma reale. 

R: Il singolo “I can’t breathe” è Ispirato alle ultime parole di Eric Garner, che durante il suo assassinio pronunciò 11 volte la frase “I can’t breathe”, ma senza dubbio anche un omaggio a George Floyd, assassinato brutalmente nel maggio scorso. Cosa ne pensate delle proteste di Black Lives Matters e degli ultimi eventi in America? (Vittoria di Biden, invasione del Campidoglio)?

La musica era lì da secoli, le immagini di Garner erano state fortissime. Poi è diventato un testo sui ruoli predestinati della società, che ci fanno mancare l’aria. Ognuno di noi ha il proprio motivo. Qualcuno nemmeno se ne accorge, a proposito della rana bollita di Chomsky.

BLM tra tutte le proteste degli ultimi anni è forse una delle poche che ha sortito un qualche effetto. Soprattutto se le paragoniamo con le manifestazioni nostrane tipo “sardine” dato che non possono portare a nulla perché non chiamano mai il nemico con il loro nome.

[Grazie per la semplicità delle domande eh!] Su Biden, senza dire nulla di nuovo, anzi forse si rischia di banalizzare, rappresenta la faccia presentabile del potere capitalista.  Come lo era Obama. Pur essendo lontani km da Trump la sostanza non cambierà. Amazon, McDonald, le grandi società finanziarie continueranno a lavorare indisturbate. Detto ciò sempre meglio Biden di un esponente del KKK. 

R: Sembrerebbe dunque che sia ancora possibile, in Italia, fare un singolo – tra l’altro anche molto radiofonico – con un senso politico molto forte al suo interno. Ha senso fare musica impegnata nel 2021? Cosa ne pensate dell’attuale panorama musicale italiano? C’è futuro oltre la trap?

Credo abbia sempre senso. Se ne sente sempre meno e in qualunque genere musicale. Non è obbligatorio, ognuno scriva quel che vuole eh, però il testo impegnato e di denuncia è proprio passato. Sul panorama attuale non è facile parlare perché escono 2000 cose al giorno. Purtroppo si parla tanto di follower e poco di musica, e i follower si comprano. È un casino soprattutto per chi era rimasto al fatto che per farsi conoscere bisognava suonare in giro. La trap ha delle strumentali bellissime e dei testi al 99% che non dicono niente: un vero peccato.

Dai non è un gran periodo comunque.   

R: Domanda che ha dell’aneddoto. Non ho potuto fare a meno di notare che su facebook, sotto il videoclip di I can’t breathe, c’è stata un’invasione inspiegabile di commenti pro-Trump. Cosa è accaduto nello specifico?

Bella domanda, il pezzo ha preso a camminare da solo e il fatto che abbia dato fastidio a dei suprematisti bianchi negli USA è grande motivo di orgoglio. Quei commenti sono un trofeo. Comunque hanno sconsigliato di aizzarli.  Però “fuck” da qui glielo possiamo dire!

R: Venendo finalmente alla musica (che non si dica che noi di Sherwood facciamo solo politica hahaha), la composizione è sicuramente molto eterogenea: chitarra latina, batteria elettronica, exploit di chitarre distorte, e poi…una voce di un groove portentoso black che spacca! Parlateci della vostra idea di musica.

Oh grazie mille!!! Non abbiamo voluto rinunciare a nessun genere.  Certo poi far coesistere tutto è stato difficile, ma è stato grandissimo Iasko che ha trovato la via per mettere insieme i pezzi. Ascoltando il primo demo aveva detto: “Non si capisce niente, andiamo in studio

R: Ci sono dei progetti in campo? Dopo il singolo dello scorso 21 dicembre PANDA CLAN nasconde qualcosa per il futuro?

Si in primavera esce l’EP sempre per MalditoRecords.

Si chiamerà “Circumvention” sempre a proposito di far canzone d’amore!

E lì davvero, dal metal alla trap, reggae, rock, dalla canzone a parti strumentali, elettronica e roba vera. Chissà che cosa viene fuori! Speriamo bene!

Grazie mille a tutt* voi! Un abbraccio da Radio Sherwood! 

No davvero grazie a voi e a Rossella!

 
 

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