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Una società distopica con intenti classisti e latenze eugenetiche.

Recensione del libro La Classe di Christina Dalcher

Gli inquietanti scenari che si intrecciano con la nostra realtà.

25Dicembre2020

Immaginate una società suddivisa in fasce in base ad un algoritmo che combina capacità intellettiva, reddito e provenienza sociale. Un mondo in cui i rapporti sono regolati dal cosiddetto Q: quanto più si avvicina al cento, tanti benefit plurimi puoi ricevere.

Di conseguenza, ogni cittadino ha una tessera plastificata indicante quel numerino corrispondente al Q. Ogni card si differenzia, tuttavia, anche dal colore che a sua volta indica una scala gerarchica: argento, verde, giallo.

Chi possiede una tessera argento ha la possibilità di ricoprire posizioni lavorative ragguardevoli, salta le file come se fosse in possesso di un badge premium e fa parte della società bene, agiata e riflesso del benessere.

La fascia intermedia, la verde, si ritrova nel limbo tra due posizioni, la migliore e la peggiore, nell’ansia di dover migliorare a tutti i costi per non scivolare di posizione.

Questo sistema non risparmia nessuno. Adulti, giovani e bambini sono tutti incasellati attraverso il meccanismo Q. Gli adolescenti frequentano le scuole argento-verdi-gialle in base al rendimento scolastico, e basti pensare che un diploma in una scuola verde (figurarsi in una gialla) precluderà senza alcun dubbio l’accesso ad un College di prima categoria.

Tuttavia, una volta acquisita un’agognata card argento non ci si può sedere di certo sugli allori. Ogni mese funzionari e amministratori pubblici, oltre che studenti ed insegnanti sono sottoposti ad un vaglio del proprio Q.

Il Ministero dell’Istruzione in carica dichiara di aver a cuore il futuro del Paese: questo sistema, secondo quanto riferiscono i politici, renderà la società più equa e competitiva, ad ognuno secondo le proprie capacità, senza sconti, raccomandazioni o sistemi corruttivi latenti.

Non è solo la politica educativa a concorrere nella costruzione di una nuova società. Un comitato dal basso, denominato “Comitato Famiglie Migliori” ha acquisito nel tempo una vera e propria istituzionalizzazione. Il suo operato si intreccia con quello dell’Istituto Genetico, da tempo impegnato ad una politica di controllo nascite piuttosto invasivo. Ogni futura madre, come accade per l’amniocentesi, si sottopone all’esame del Q sul feto. Solo ove il risultato desse buone speranze (un Q <90) si deciderà di proseguire con la gravidanza. D’altronde l’interrogativo che si pone è uno ed uno solo: perché far nascere un bambino che nella nuova società costruenda non avrebbe alcun futuro e sarebbe destinato a condurre una vita ai margini?

Le mosse di Governance disegnano uno scenario inquietante che rimembra alcune azioni del passato: ai tempi del nazismo l’istituto per l’eugenetica tentava di approdare proprio ad un risultato di questa stregua.

La protagonista Elena Fairchild, narrante in prima persona, è una ex convinta, oltre che fautrice, del sistema Q. Insieme a suo marito Malcom, infatti, fece sì che tale sistema affiorasse, sino a diffondersi come una piovra.

La famiglia, protagonista del romanzo, si compone anche di due figlie: l’adolescente Anne, che vaglia il Q di ogni ragazzo prima di accettare un invito al ballo, e la piccola Freddie, insicura quanto ansiosa.

Freddie è l’anello debole di una famiglia destinata ad essere argento per l’eternità, ma sarà lei la chiave per riflettere sul deragliamento di questa società.

Qualora i rendimenti scolastici degli studenti fossero scarsi, essi, oltre a scivolare nel giallo, sarebbero allontanati immantinente dalle famiglie. Il giorno dopo i risultati dell’esame Q, un pulmino giallo si presenta dinanzi casa per traghettare gli studenti a centinaia di chilometri di distanza, in scuole ultra decentrate. I genitori potranno incontrare i loro figli ‘delocalizzati’ solo una volta ogni due mesi, previo invito organizzato da parte degli Istituti.

Cosa succederà nel caso in cui la famiglia Fairchild vede approdare un pulmino giallo dinanzi casa propria?

Si scrolleranno le spalle, continuando a ritenere la separazione ‘un sacrificio necessario’ per la rieducazione delle generazioni fallite, oppure si tenterà di cambiare tali storture?

Elena, non appena sua figlia Freddie le sarà strappata dal nido materno, si farà appositamente bocciare al test Q degli insegnanti, affinché possa raggiungerla. Una volta approdata in un istituto dalle parvenze di un lager novecentesco, Elena si renderà conto di cosa accade negli istituti gialli. I ricordi di sua nonna Oma, sopravvissuta allo sterminio degli ebrei nella Germania Nazista, rinvigoriscono e diventano realtà.

La società dello Q appare all’esterno come una delle migliori possibili: competenza, scientificità, impeccabilità delle conoscenze. Eppure, guardandola meglio contiene in sé miriadi di falle e contraddizioni, oltre a celare un intento inquietante: la suddivisione in classi sociali, l’emarginazione delle persone “problematiche” (persone con disabilità, ragazze madri, alcolisti, divorziati, ognuno di loro contraddistinti dai fiocchi dal diverso colore, proprio come per i triangoli nazisti).

Questo romanzo distopico, per quanto ‘irrealista’ tuttavia presenta delle connessioni preoccupanti col nostro mondo. Quando la conoscenza viene incasellata in quiz a crocette, scevra di analisi e ragionamenti soggettivi, quando il titolo di studio pesa in base all’Università di provenienza, quando se possiedi poche risorse i tuoi figli non potranno far altro che accontentarsi di quel che gli altri rifiutano.

Ecco, come al solito, Marx insegna, quanto più la classe dominante è capace di assorbire gli elementi migliori della classe oppressa, tanto più solido e pericoloso è il suo dominio.

Christina Dalcher, già autrice di Vox, dagli scenari di trama similari all'attuale romanzo in descrizione, ha il merito di aver descritto una società potenziale dalle basi vischiose, senza per forza modificare l'attualità con toni fantascientifici, tutt'altro. Il merito del libro sta proprio nel aver concettualizzato qualcosa che, come un Leviatano, appare molto molto vicino ai giorni nostri. Consigliatissimo!

 
 
Autrice: Christina Dalcher
Traduttore: Barbara Ronca
Editore: Editrice Nord
Collana: Narrativa Nord
Anno edizione: 2020
In commercio dal: 5 novembre 2020
Pagine: 416 p., Rilegato


 
 

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