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La nuova scena cantautorale veneta (I Parte)

Viaggio alla scoperta degli alfieri veneti della tradizione cantautorale del Belpaese

23Dicembre2020

Recentemente diverse testate musicali hanno portato l’attenzione su quella che, per molti, è la nuova scena cantautorale italiana, partita negli anni '00 e ora, evoluta o declinata in maniera diversa, sempre più florida e, cosa significativa, sempre più apprezzata da un pubblico trasversale.

Molti nomi interessanti godono ora di una popolarità probabilmente impensabile solo fino a pochi anni fa, e noi di Sherwood, che dall’indie più o meno sommerso veniamo, non possiamo che apprezzare questa deriva.
Il sottoscritto, forse mosso da uno spirito campanilista (che lo ha spesso contraddistinto), notando la mancanza di artisti veneti tra quelli citati, ha ben pensato di rimboccarsi le maniche e scrivere un articolo per sopperire alla grave mancanza.

Fortunatamente, Sherwood Webzine ha risposto positivamente alla chiamata, ed ecco il risultato: non sarà solo un articolo, ma un approfondimento a puntate, dato il numero e la qualità della proposta del nostro umile e laborioso veneto.

Una doverosa premessa: gli artisti considerati all’interno di questa categoria sono esclusivamente coloro che firmano il disco a proprio nome (o con un moniker che nasconde una sola identità), cantando nella lingua di Dante (almeno per queste prime puntante). Quindi, onore a chi ci mette la faccia in prima e unica persona.
In calce trovate anche una playlist spotify per assaggiare con le orecchie quanto trovate in questo articolo (e nei prossimi); giocoforza sarà un report incompleto, vi chiedo quindi di scrivermi e mandarmi i vostri consigli a tema “Cantautori Veneti”.
Buona lettura e buon ascolto.

 

FRANCESCO CERCHIARO – Classico, Electro (Il Treno Che Torna Da Eger)
Di origine padovana, Francesco Cerchiaro, con il nuovo singolo ormai alle porte, ha esplorato nei suoi dischi sonorità eterogenee, partendo con Varosliget da un’attitudine prettamente indie di matrice anni 90, passando per un utilizzo di strumenti di tradizione mitteleuropea in A Piedi Nudi, fino ad una svolta elettronica in Mare, singolo in uscita il prossimo Gennaio. Come numi tutelari abbiamo Bob Dylan e Leonard Cohen, per quanto riguarda l’estero, Faber, invece, per l’Italia.


GHIACCIO – It Pop (Penisola Spleen)
Nuovo cantautore di stanza a Treviso, dopo la lunga parentesi con la band Alcesti. La sua Penisola Spleen, inizio di un percorso più introspettivo e personale, ha la freschezza del nuovo pop italico, melodie coinvolgenti e una malinconia sognante a tratti irresistibile.


LO STRANO FRUTTO – Folk, Punk, Lo-Fi (I Ragazzi Stanno Bene)
Enrico Cappozzo, già voce dei Muleta e storico chitarrista della band vicentina di culto iMelt, approccia il suo progetto solista mettendosi crudelmente a nudo, mantenendo l’attitudine punk degli esordi, non tradendo mai il suo concetto di musica, non giungendo ad alcun compromesso. Alla produzione il sapiente lavoro di Giorgio Canali esalta lo storytelling del cantautore vicentino.


VETTORI – Cantautorato, Elettronica (Vi Odio Tutti)
Trevigiano, Davide Vettori, all’attivo anche la presenza al talent The Voice, propone un sound spiccatamente elettronico, probabilmente tra i primi, qui in Veneto, ad emanciparsi della chitarra, e miscelare sintetizzatori, vocoder e drum machine alla tradizione cantautorale. Il risultato è sorprendente, ottima la vena melodica, ascoltare per credere.


LIMONE – Elettronica, Pop (Viceversa)
L’agrumato paroliere di Bassano del Grappa, acido quanto basta nelle sue liriche ficcanti ed acute, tra calembur, doppi sensi, non sense, produce filastrocche elettroniche; dietro ad un innato talento per la melodia tormentone, solare, leggera ed efficace, non risparmia un'aspra critica alla società contemporanea.


TONY LA MUERTE
– Rock’n Roll (Quando La Morte Ti Prenderà)
Su coordinate profondamente diverse, a testimonianza della variegata proposta veneta, si muove il nostro Tony La Muerte, vicentino, atipico cantautore, appartenente alla vecchia guardia della scena musicale locale, non tanto per questioni anagrafiche, quanto per una lunghissima carriera artistica, che lo ha portato a calcare innumerevoli palchi e ogni tipo di situazione. Il blues si miscela al rock’n Roll, necessariamente minimale, necessariamente sudato e senza fronzoli, necessariamente incazzato, con Belzebù dietro le quinte a strizzare l’occhio. 


PIERPAOLO CAPOVILLA
– Hard, Sperimentale (Obtorto Collo)
Qui non c'è bisogno di presentazione alcuna, ma solo di un ascolto approfondito.
Da Venezia, con furore; mettete un paio di cuffie di qualità, alzate il volume, al resto ci pensa lui.

 

Ascolta la playlist Spotify!

 
 

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