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"Post Burger" di Fabio Pigato: musica, anni '90 e racconti dalla provincia

Intervista e recensione della nuova opera dell'autore veneto

11Novembre2020

Provincia. Di questo mondo è imbevuta l'opera prima di Fabio Pigato, "Post Burger", ragazzo di Thiene che mette su carta i ricordi del periodo '91-'94 in una scena underground italiana che vedeva l'invasione dell'ultima rivoluzione Rock 'n Roll, dai Nirvana ai Primal Scream. 

Colpisce come in mezzo a queste uscite di rilevanza mondiale sappiano incastrarsi vicende personali, mondo musicale under locale veneto, ovvero un racconto appasionato, ricco di dettagli intimi i quali divengono di tutti perché alla fine condivisibilil, vissuti anche oggi in versioni alternative, alternative take che ogni lettore amante delle note potrà ritrovare fra le righe.

"Post Burger" usa una forma semplice (ma non banale), chiara, diretta per arrivare a chi di dovere, a chi ha vissuto quegli anni e a chi, come chi vi scrive, è giunto dopo e ha vissuto il sottobosco musicale dai primi 2000. Una sorta di diario personale dove la musica e la cultura pop rock hanno modellato e colpito i gusti di milioni di persone, intersecandosi con le loro esistenze, la loro fantasie e i loro affetti.

Tutta questa narrazione è unita e abbinata ad ascolti scleti ad hoc per accompagnarla, disegnando una sorta di Libro-Playlist con la propria migliore colonna sonora.

In ultima, l'opera di Fabiol, proprio in virtù della sua semplicità, è comprensibile anche a chi non è il massimo esperto di cultura musicale e voglia respirare un po' di anni '90 senza allontanarsi dal presente, perché, come detto, certe dinamiche sono tutt'ora attuali.

Così, vi lascio ad un'intervista per conoscere meglio l'autore..


1) Post Burger: titolo semplice ed evocativo. Quali immagini/concetti dovrebbe portare alla mente del lettore e cosa ha evocato nella tua durante la sua ideazione?

«Ho scelto il titolo "Post Burger" rubando dal giornalismo musicale e dalla cultura fine anni 80, inizio anni 90. Post è un termine molto usato per definire le scene musicali. Basta pensare a Post-Punk o Post-rock. Burger, perchè era appena finito il tempo dei paninari e dell'immotivato ottimismo anni 80, fatto di milkshake e film di Rocky. In molti romanzi la storia è reale e la musica inventata. Nel caso di Post Burger è il contrario. Ho scelto dei dischi importanti per me e li ho messi in ordine cronologico. Vorrei che i lettori potessero potessero tornare con leggerezza a rivivere alcune tappe della loro adolescenza.» 


2) La scelta narrativa che hai fatto di unire elementi della vita musicale, privata e consigli discografici da cosa è nata? E' un mix davvero interessante!

«Volevo che il libro, pur parlando anche di argomenti seri e in alcuni casi tragici, mantenesse una certa leggerezza. Tutti i fatti narrati sono filtrati dallo sguardo di un adolescente. Ho cercato di evitare discorsi troppo articolati, che sarebbero stati poco credibili. Al protagonista succedono molte cose che per la sua giovane età non riesce a capire del tutto. La musica lo aiuta ad affrontarle.»



3) Nel tuo racconto ha un valore alto la condivisione musicale: com'è cambiata questa attitudine e questa pratica all'interno della scena underground nel corso del tempo? Cosa si è perso e cosa si è guadagnato?

«Mi piace molto questa domanda. Bisognerebbe parlarne per ore. Cerco di semplificare, perdonatemi. Negli anni 90 i gruppi che riuscivano ad imporsi avevano maggiori prospettive e potevano pensare, in alcuni casi, anche di vivere facendo i musicisti. Allo stesso tempo però erano più isolati (non esistevano ancora i cellulari, solo per dirne una). Oggi la tecnologia ha semplificato alcune cose. I musicisti possono ascoltare ed essere influenzati da molta musica e arte, che prima era difficile reperire. Purtroppo dobbiamo ancora imparare a rapportarci con la tecnologia e capire che un disco, vale di più di una pizza o di un aperitivo. Questo è un fattore culturale su cui dovremo lavorare molto nei prossimi anni, se vogliamo dare un futuro agli artisti.»


4) Per un giovane narratore quali sono le difficoltà che incontra nella scrittura?

«Come dice ad un certo punto il protagonista: troveremo sempre qualcuno disposto ad insegnarci la tecnica, mentre il “gusto” non ce lo insegnerà nessuno. Quello è un viaggio personale che si intraprende da soli. La cosa che ho sempre cercato di fare e che mi ha impegnato molto, è stata proprio quella di sviluppare il mio gusto.»


5) Come organizzi il tuo scrivere lungo le giornate?

«Avendo un normale lavoro giornaliero, riesco a scrivere nei momenti liberi. La cosa importante è avere una storia da raccontare. Cerco di non forzare troppo le cose, però allo stesso tempo mi faccio una scaletta che mi impongo di rispettare, per non farmi fregare dall' “effetto divano”.»


6) Come vivi l'editoria indipendente: quali sono pro e contro di questo mondo nel contesto odierno?

«Sono stato fortunato ad incontrare Edizioni La Gru, una realtà indipendente che però lavora con la professionalità di un grande editore. Quando hanno letto "Post Burger", mi hanno contattato chiedendomi se fossi interessato a pubblicare con loro. Non mi hanno chiesto altro (chi fossi, cosa facevo, quante copie prevedevo di vendere ecc.). La storia gli era piaciuta e mi hanno proposto un regolare contratto di edizione (rigorosamente NOeAP, no editoria a pagamento). La mia esperienza con loro è ottima. Sappiamo tutti che il mercato dell'editoria è in crisi, però fortunatamente esiste ancora chi crede nelle idee...»

 
 

"Post Burger" esce per Edizioni La Gru

Bio Autore:

Fabio Pigato, si avvicina da giovane alla musica, alla pittura e alla fotografia. Praticamente le prova tutte pur di non lavorare. Scopre successivamente la passione per la Telemedicina, cosa questa che lo impegna come lavoro durante il giorno. Presta servizio come volontario presso un’associazione culturale (Centro Stabile di Cultura) per cui scrive anche di musica e collabora con una web-tv (CULT TV) La notte scrive romanzi. Pensa che un giorno o l’altro gli Sonic Youth torneranno insieme e lo inviteranno a cena. Gli piacciono le fragole.

 
 

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