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ZEUGMA: l'interazione come modalità necessaria per creare unione e diffusione nel campo della nuova ricerca sonora

Intervista a cura di Mirco Salvadori e Andrea De Rocco

21Ottobre2020

Francesco Giannico, Giulio Aldinucci, Anacleto Vitolo, Emanuele Errante e Enrico Coniglio appartengono alla nutrita categoria dei ricercatori sonori italiani. ZEUGMA è il loro nuovo progetto che tra poco prenderà il via con l'intento di riunire il maggior numero di musicisti, sound artist e ricercatori, cercando di dar maggior visibilità ad un vasto mondo artistico da sempre riconosciuto all'estero e troppo poco valutato in Italia.

Una curiosità prima di iniziare questa lunga chiacchierata collettiva. Perché usare il termine con il quale si definisce una figura retorica come nome per questo nuovo collettivo. Cosa intendete per ZEUGMA.

Zeugma è una figura retorica che consiste nel legare ad un unico verbo due espressioni che invece, per il loro significato, dovrebbero dipendere da due verbi diversi; inoltre, abbiamo poi scoperto, è anche il nome di un’antica città dell’odierna Turchia. Ma la cosa che ci ha spinti ad adottarlo come nome di questa iniziativa è il suo significato:in greco antico significa unione, legame.

 Francesco Giannico

Come nasce l'idea e qual è la sua proposta.

Dalla fine degli anni 90 a oggi abbiamo assistito all’emergere di tantissimi musicisti/compositori di musica elettronica in tutte le sue forme, che si sono imposti per qualità, idee e originalità nel panorama internazionale. Il paradosso (uno dei tanti del nostro Paese) è che mentre l’elettronica italiana trova riscontri all’estero, da noi continua a essere ignorata da molti addetti ai lavori e dai grandi media, nonostante l’elevato numero di artisti presenti sul territorio. Va anche detto che, rispetto ad altri Paesi nordeuropei, l’Italia non ha una tradizione storica diffusa in questo preciso ambito. Abbiamo quindi avvertito la necessità e l’urgenza di un’iniziativa culturale che da una parte sensibilizzi quanti operano nel settore della comunicazione musicale a dare voce a questa realtà e dall’altra educhi il pubblico all’ascolto di generi che negli ultimi 20 anni hanno rappresentato forse l’unica vera novità in ambito musicale. Zeugma nasce con questi presupposti e vuole coinvolgere tutti i vari attori (non solo musicisti, ma anche organizzatori di eventi, giornalisti, media televisivi e radiofonici, ecc.) in uno sforzo comune di diffusione ed educazione all’ascolto.

Solitamente questi progetti, scaturiti dai bisogni reali dei musicisti, si rivolgono esclusivamente agli addetti ai lavori. Zeugma a chi si rivolge.

In primis Zeugma vuole sensibilizzare le addette e gli addetti ai lavori riguardo alle dimensioni, in termini qualitativi e anche quantitativi, di una realtà che non può essere considerata “altra”, marginale. La creazione di una rete consapevole, capace di elaborare strategie comuni, è il primo passo verso il perseguimento del nostro obiettivo, ovvero l’avvicinamento all’ascolto di musiche non convenzionali da parte di un pubblico che sia il più ampio possibile.

Costruire un progetto del genere dal nulla non è cosa da poco, specialmente in questo paese e di questi tempi. Come intendete operare per sviluppare adesioni e presenza sul territorio.  Quali sono le vostre aspettative?

Le aspettative sono grandi, ma sono a lungo termine. Siamo consapevoli che i risultati in questo settore sono difficili da raggiungere e che potrebbe volerci diverso tempo per mettere a regime tutto quello a cui abbiamo pensato. Il punto cruciale sarà sondare la disponibilità di tutti coloro che hanno aderito al progetto e capire assieme come mettere in campo una serie di azioni artistiche che possano confluire in una sorta di cartellone, un vero e proprio programma di attività, dai live, ai workshop, ai meeting. Tutto è realizzabile, serve un grande lavoro di coordinamento, ci stiamo provando, ci vogliamo riuscire.

 Giulio Aldinucci

Che tipo di rapporto intendete instaurare con i musicisti e ai sound artist che decidono di aderire al collettivo?

Orizzontale! Zeugma nasce come collettivo e aggregatore di realtà musicali, curatoriali, artistiche in senso lato, che inevitabilmente si connette al mondo dei promoter e della stampa di settore e non. Lo scopo principale è coinvolgere queste realtà cercando di convogliare gli sforzi nelle iniziative sul territorio e allo stesso tempo mettendo in connessione realtà più distanti, in termini geografici, accomunate da una sensibilità comune rispetto alle tematiche e alla mission per cui è nato Zeugma. L’implementazione di mezzi, quali ad esempio un forum, ha proprio lo scopo di creare discussione e libera interazione tra le varie figure che hanno deciso di aderire al manifesto.

La musica, il suono, sono materie che da sempre si accompagnano ad altre forme artistiche. Pensate di creare interazione tra le varie discipline e come?

Viviamo l’epoca dell’intermedialità. Seppur tutti e cinque operiamo soprattutto in ambito musicale e di sound art, siamo interessati ed affascinati da altre forme espressive, con le quali abbiamo anche avuto l’opportunità e la volontà di relazionarci. Il suono è il nostro punto di partenza, ma il suo impiego artistico in contesti tra i più disparati (si pensi alle installazioni, alla videoarte, alla sonorizzazione filmica, alla danza e alla perfomance in senso lato, ecc.) è uno dei fattori di maggior interesse per tutti noi; auspichiamo che Zeugma possa essere un catalizzatore di energie e favorire connessioni tra figure artistiche differenti che possano dar vita a progetti in linea con le coordinate del manifesto e che coinvolgano quanto più possibile artisti di ogni tipo.

 Anacleto Vitolo

Un termine imprescindibile: comunicazione. Come opererete.

La comunicazione è un punto ovviamente cruciale, gli strumenti sono quelli ormai classici del nostro tempo, dal sito web ai social e poi possiamo contare su tante figure, contatti che ognuno di noi ha sviluppato nel corso degli anni.La cosa importante, a nostro avviso, è cercare di mettere in moto un meccanismo virtuoso, che, anche in seno alla comunicazione, sappia creare un gruppo di lavoro ampio che definisca luoghi, eventi e temi da portare avanti. Il focus è trovare uno spazio idoneo all’interno del ventaglio di proposte artistiche in Italia in questo settore, in termini non soltanto di visibilità, ma anche in termini di trattamento economico rispetto ai grandi nomi internazionali.

Esiste già un calendario di attività o siete ancora in progress?

Zeugma nasce con l’ambizione di costruire un percorso condiviso con coloro che aderiranno al progetto, che ha inscritto nel suo DNA una vocazione partecipativa ed orizzontale. Zeugma è un progetto ontologicamente in progress, il cui calendario si definisce secondo una prassi incrementale a seconda delle adesioni, delle proposte e delle risorse che ci auguriamo di raccogliere di qui a prossimi mesi.

 Emanuele Errante

Al di là dei progetti e delle speranze sulla buona riuscita degli stessi, cosa ne pensano i fondatori di Zeugma della realtà elettroacustica e di ricerca italiana.

Francesco Giannico Personalmente vedo tantissime produzioni di altrettanti artisti più che validi; non lo si direbbe se pensiamo allo stato della cultura in generale nel nostro paese. Il problema è che tutte queste persone si approcciano a questo “mestiere” come fosse un atto di fede, non vi è alcun supporto pubblico in quello che fai, sei solo tu contro il mondo. Vi è di fatto una selezione innaturale delle produzioni artistiche, non possiamo accettare che anche in contesti come questo, basti avere contatti migliori di altri per generare hype intorno ai propri progetti musicali. Bisogna scardinare questo meccanismo e offrire agli artisti più meritevoli, lo spazio che meritano.

Giulio Aldinucci Credo che in Italia si riscontri una pluralità di approcci e stili pressoché unica nel panorama internazionale: una polifonia fatta di diversissime personalità artistiche, del tutto coerente con la pluralità culturale che storicamente caratterizza il nostro paese. Trovo che il livello qualitativo sia alto e, a sostegno del mio giudizio soggettivo, vedo con piacere che nei cataloghi delle migliori label internazionali sono presenti artiste e artisti italiani.

Enrico Coniglio In Italia, nell’ultimo decennio almeno, abbiamo assistito ad una crescita di interesse da parte di musicisti, artisti, curatori e ascoltatori, per ambiti di ricerca e discipline che pur appartenendo a nicchie cultural-musicali ben definite, e spesso ostiche ai più nelle forme e nel linguaggio - hanno trovato la strada per destare la curiosità di un pubblico più ampio ed eterogeneo. Emergono, inoltre, chiari segnali da parte di soggetti più o meno strutturati, con sensibilità comuni, della volontà di condividere un bagaglio di approcci e pratiche attraverso la costruzione di reti solidali, volte alla valorizzazione di un patrimonio comune. E’ un buon momento, proviamo a sfruttarlo al meglio.

Emanuele Errante Nei primi anni 2000 abbiamo avuto grandissimi eventi in Italia di livello internazionale. Tutto lasciava credere che negli anni a seguire avremmo assistito a una crescita esponenziale della proposta italiana di determinati generi musicali e del numero di eventi sul nostro territorio. La prima c’è stata, ma sorprendentemente è venuto a mancare il supporto organizzativo e mediatico che pure aveva conosciuto importantissimi riscontri. Oggi tutto il sistema è zoppo: la crescita del numero di artisti in quest’ambito è continua ma paradossalmente le fondamenta organizzative e mediatiche che dovrebbero sostenerla si indeboliscono sempre più. C’è bisogno di un riconoscimento forte, che si basi su quanto di buono è stato fatto fino a poco più di un decennio fa e che dia luce all’eccezionale valore delle numerosissime produzioni dei tantissimi artisti italiani attuali.

Anacleto Vitolo Personalmente ritengo che il livello artistico tra i musicisti e i sound artist che operano e fanno ricerca sul territorio italiano sia davvero alto e presenti delle peculiarità davvero molto interessanti in termini di “personalizzazione” del linguaggio, probabilmente come risvolto (a mio parere positivo) della lontananza dagli ambienti di nicchia in cui gli stessi autori finiscono per allinearsi a dei canovacci fin troppo delineati. Chiaramente il prezzo di questa libertà di pensiero (artistico) è la difficoltà di inserirsi in un tessuto produttivo o di sostegno a queste stesse forme d’arte che vengono maggiormente valorizzate nei contesti extra-nazionali. Da qui la necessità di far fronte comune e valorizzare questo straordinario patrimonio artistico-culturale il quale, con una maggiore visibilità avrebbe come prima auspicabile conseguenza quella di mettere a conoscenza le controparti pubbliche e private e facilitare le interazioni e la cooperazione.

 Enrico Coniglio

Mercoledì 28 ottobre, con la collaborazione degli studi di Radio Sherwood, andrà in onda in diretta, un primo incontro con gli ideatori di ZEUGMA a cui sarà possibile partecipare in live video streaming visibile sulla pagina Facebook ZEUGMA

https://collettivozeugma.it/
info@collettivozeugma.it
https://www.facebook.com/collettivozeugma


 
 

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