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“Come reagire al presente” intervista all’autore Giacomo Taddeo Traini

Un viaggio nella musica e nel fumetto insieme ai Fast Animals and Slow Kids

28Settembre2020

Il 24 settembre è uscito Come reagire al presente una graphic novel nata da una collaborazione tra BeccoGiallo editore e i Fast Animals and Slow Kids (Fask), quartetto rock di Perugia (ormai al loro quinto album- ndr) e uno dei gruppi più affermati e riconoscibili dell’attuale panorama italiano.

Questa opera è il quarto volume della collana Unplugged, una delle aggiunte più recenti della casa editrice patavina. È un lavoro corale di giovani autori italiani che attraverso il disegno raccontano il viaggio della band dal loro casolare in Umbria fino all’arrivo a un loro concerto. Attraverso questo road movie dantesco gli autori esplorano l’animo della band tra tentazioni, ricatti e disavventure.

I testi sono di Lorenzo La Neve e Giacomo Taddeo Traini, le tavole sono disegnate da Giacomo Taddeo Traini, Mattia “Drugo” Secci, Alessandra Marsili, Zeno Colangelo e Jacopo Starace. Il fumetto è curato da Federico Zaghis. Il tutto per 160 pagine di puro godimento con una bella copertina firmata da Davide Toffolo.

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Abbiamo chiacchierato di questo lavoro con Giacomo.


Cos’è e come nasce la collana Unplugged e come siete arrivati a ideare questo volume?

La collana Unplugged, arrivata con questo al quarto volume, è composta da storie di musicisti: il primo libro è incentrato sui Pinguini Tattici Nucleari,il secondo su Murubutu, il terzo sui Rovere e quest’ultimo sui Fast Animal and Slow Kids. L’idea della collana è nata in corso d’opera dato che un nostro autore, Lorenzo La Neve, aveva già dei contatti coi Pinguini Tattici Nucleari. Così parlandone fra noi due a lavoro, ed essendo entrambi fan del gruppo, abbiamo detto: “Perché non farne un fumetto? Sì, Bello, Ficata.” I Pinguini si sono trovati d’accordo, il progetto è andato in porto e abbiamo pubblicato questo fumetto che è uscito a Lucca 2019 ed è stato definito un fenomeno editoriale. Lo abbiamo ristampato tre-quattro volte è arrivato fino a Vincenzo Mollica durante Sanremo. E siamo stati fortunati perché il progetto coi Pinguini è stato fatto poco prima della loro scelta di partecipare al Festival, creando un certo hype e una certa ascesa del gruppo a cui il fumetto ha contribuito. La cosa insomma ha funzionato così bene, che abbiamo deciso di ampliare il progetto ad altri musicisti. Era già in cantiere un’idea con Murubutu e poi, piano piano, abbiamo deciso il nome della collana, creato un logo etc. In seguito, è uscito il fumetto dei Rovere già con il logo Unplugged. Tirando le fila di questa storia: abbiamo provato a fare un fumetto su un gruppo di musicisti ed ha funzionato, quindi abbiamo lavorato su altri artisti. Ma la cosa più bella è stata che altri gruppi, altri management, hanno chiesto di collaborare con noi per un fumetto, hanno compreso l’intento che il fumetto è una cosa bella, diversa dal solito libro, dal solito disco di “Best of”, è un buon modo per raccontare la musica, celebrare l’attività della band, è una maniera diversa e forse particolare.

Al contrario di tanti libri a fumetti sui musicisti che BeccoGiallo ha pubblicato in questi anni, questi libri non sono mai una biografia. I volumi di Unplugged sono piuttosto un omaggio alla loro musica, alla loro attività, alla loro poetica, al loro modo di vedere l’arte ed il mondo attraverso i propri testi e i propri suoni, tendenzialmente un viaggio nei temi e nei testi delle loro canzoni; anche questo volume sui Fask è impostato in questa maniera.

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Chi ascolta e segue il gruppo sa che negli ultimi anni una delle tematiche ricorrenti, anzi forse un loro filone principale è il tema dell’insicurezza, chiamiamola ansia da prestazione risultato, la paura di non riuscire, di far cagare, di fallire, una paura che hanno in molti, che io ho, come artista, come uomo, appunto una paura umana, ed è tipica degli artisti, specie quando la tua opera precedente ha avuto un discreto successo, fare l’opera successiva è molto complicato, reinventarsi ogni volta è molto complicato.

Tornando ai Fask ed al volume, hanno sempre raccontato questo modo di vivere la musica e l’arte nelle loro canzoni. Nell’ultimo disco Animali Notturni in particolar modo raccontano questa sensazione, è il disco più pulito che han fatto, il più radio friendley, semplicemente perché registrato in studio e non in un casale in campagna come i precedenti. È il loro disco più pulito a livello di audio ma a livello di testi è il più complesso e il più maturo che abbiano mai scritto, mi viene da dire un disco tormentato, con questa figura del demone dell’insicurezza che ti mangia da dentro, che era una cosa di cui si era parlato già in molte loro canzoni.

La trama di questo Romanzo a Fumetti che abbiamo realizzato tutti insieme è proprio legata a questo, si narra di loro che affrontano le loro insicurezze, è un fumetto, rispetto agli altri della stessa collana, sicuramente più adulto, più Dark o comunque più complesso. Ed è una storia continuativa: mentre gli altri volumi erano organizzati a capitoli o sezioni questo ha sì i capitoli ma è un unico arco narrativo, che è stata una delle sfide poste all’inizio del lavoro.


Questo è un lavoro a più mani ti chiedo quindi di parlarne un poco, com’è stato lavorare con altri autori? Avete scelto una linea editoriale/grafica? Come avete scelto gli autori a cui dare in mano parte dell’opera?

Parto dicendo che la squadra creativa si è creata quasi subito. Il volume è scritto da me (Giacomo Taddeo Traini) e Lorenzo La Neve, curatore della collana Unplugged e giovane sceneggiatore in gamba che sa il fatto suo. Il mio ruolo, invece, oltre che autore e disegnatore potremmo dire era quello di responsabile scientifico, cioè quello che ne sapeva di più sulla band. Sono un loro grande fan, li seguo da anni, ho ascoltato più volte i loro dischi ed i loro live, ma soprattutto condivido il loro modo di vedere la musica. La mia voleva essere la voce dei fan e della band e Lorenzo ha tradotto tutto questo in “italiano”, sa come sceneggiare questo tipo di libri. Nel team iniziale è presente anche Federico Zaghis uno dei fondatori di BeccoGiallo ed anche lui curatore della collana. Abbiamo scelto tutti insieme gli altri disegnatori che ci sono all’interno del volume, tutti artisti in gamba, infatti ho sì disegnato la maggior parte delle tavole che ci sono nel fumetto ma con una certa ansia da prestazione, poiché parliamo di fumettisti molto in gamba, che seguo da molto e rispetto tantissimo, che abbiamo scelto proprio per fare un fumetto più adulto, destinato a un pubblico più adulto, anche perché l’ascoltatore medio dei Fask ha qualche annetto in più dell’ascoltatore dei Pinguini Tattici Nucleari in media. Dentro trovate quindi: Mattia Secci, in arte Drugo, un talento naturale nel raccontare a fumetti, Alessandra Marsilli, Jacopo Starace, Zeno Colangelo, davvero della gente in gamba. Il libro per altro si alterna tra tavole a colori e tavole in bianco ed in nero, questa una buona trovata grafica e narrativa che scoprirete leggendo il libro.

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Abbiamo deciso tutti insieme un canovaccio: che cosa gli facciamo fare? Come li facciamo muovere? Un concerto, la registrazione di un disco, un viaggio tutti insieme? In due parole la trama generale. Quella roba lì l’abbiamo decisa tutti insieme, in redazione con Lorenzo e Federico. Poi mi sono occupato di scrivere un soggetto lungo, un trattamento lungo della storia, un vero e proprio racconto breve anche per dare il mood del racconto. Questo canovaccio doveva andare anche alla band che voleva e doveva capire il modo in cui li avremmo raccontati; Lorenzo lo ha poi diviso in tavole, lo ha quindi sceneggiato.  Questa è stata una fase molto fluida, ci siamo confrontati molto e spesso su questo aspetto. Le tavole che io ho poi disegnato sono quasi tutte di concerto. Si è trattato di alternare le cose che la band dice a canzoni che loro suonano; l’ho disegnato quasi tutto in solitaria confrontandomi poi con Lorenzo che si è fidato, e infine l’abbiam rivista tutti insieme. C’è stato quindi questo alternarsi di collaborazione intensa e per me è stato strano poiché di solito faccio i fumetti da solo, scrivo e disegno e basta. In quest’opera per la prima volta ho scritto insieme ad altre persone e per la prima volta ho scritto delle cose che altre persone avrebbero disegnato, sono state quindi due cose strane e nuove per me che mi sono tuttavia piaciute e quindi probabilmente rifarò.

Una grande soddisfazione è stata che gli autori che hanno lavorato sull’opera, sul fumetto hanno interpretato bene le cose che abbiamo scritto, è stata un’emozione forte, una bella sensazione, abbiamo creato un immaginario che funzionava, tant’è che io e Lorenzo torneremmo a lavorare insieme presto su un fumetto che parla di band, di musica.

Nel fumetto troviamo una storia di lotta contro l’insicurezza, una lotta che ci accompagnerà e attanaglierà per sempre. Chiunque abbia ascoltato i Fask e li abbia amati, ma non solo loro, chiunque abbia amato il Rock & Roll, abbia amato le band, i live, i concerti dal vivo, un certo tipo di musica che si vive di cuore e di pancia, troverà in questo volume un pezzo di sé stesso, o almeno spero, questo era l’intento. Rispetto ad altri volumi della collana, non serve conoscere la band o le canzoni per apprezzarlo, magari non comprarlo ma farselo prestare quanto meno, (si scherza), poi se gli piace chissà…


Cosa ha detto la band ora che lo ha letto come prodotto finito?

La band, soprattutto il batterista Alessio, ha seguito tutta la lavorazione fin dagli albori, ci hanno raccontato tante chicche su di loro che si sarebbero potute introdurre poiché uno degli obiettivi del progetto era parlare ai fan di cose che normalmente non raccontano, di dinamiche interpersonali, gli aspetti umani di un gruppo di musicisti. Poi hanno letto il prodotto finito, in digitale, un’anteprima PDF, ci hanno detto alcune cose da correggere, aggiustare, che abbiamo sistemato. La soddisfazione è arrivata. Adesso abbiamo inviato il cartaceo alla band, al management e loro, sui social, hanno manifestato il loro entusiasmo; soprattutto il frontman Aimone Romizi che ha fatto delle stories Instagram dicendo che siamo riusciti a raccontare una band rock del 2020 e che si ritrova nelle loro dinamiche, rese in maniera efficace. Questa era per me una cosa importante: raccontare quello che Fask sono e quello che rappresentano per chi li ascolta e la musica live in generale, poiché fanno davvero degli show.

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Ci racconti qualcosa di personale come fan dei Fask? E loro narratore a fumetti?

Ci stavo arrivando parlando dei loro live e di come siano degli show, concerti incredibili. Li ho visti dal vivo diverse volte, ho ascoltato a lungo tutti i dischi, li ho trasmessi come speaker radiofonico, ma soprattutto sono emotivamente legato a loro: la prima volta che li ho ascoltati, il giorno che li ho scoperti, è stato nel 2013, andavo a sentire uno dei miei gruppi preferiti, i Ministri, che suonavano al Pin-Up di Mosciano Sant’Angelo in Abruzzo, ed ero gasatissimo. In apertura c’era questo gruppo sfigatissimo che non si cagava nessuno, vado al banco del merchandising, questo stand enorme, metri di materiale dei Ministri e trenta centimetri di materiale dei Fast Animals and Slow Kids, e c’era questo ragazzo che ci lancia spillette che dice questa è una band incredibile, una band emergente, ascoltateli… un quarto d’ora dopo inizia il concerto e quel ragazzotto era il cantante, era Aimone Romizi dei Fast Animals ed io ho visto questo loro concerto dal vivo in cui loro facevano un casino bestia, con Aimone che saltava giù dal palco e cantava in mezzo alla gente; fu una specie di fulminazione per me, acquistai ed ascoltai il disco che era Hybris, era uscito da poco, e giuro c’erano veramente dieci persone che sapevano i testi delle canzoni a quel concerto. Nel frattempo la mia vita cambia, mi trasferisco a Padova, inizio a conoscere questo grande festival che c’è a Padova che è lo Sherwood Festival con cui poi inizierò anche a collaborare, fatto sta che un anno e mezzo dopo era estate ed allo Sherwood suonano i Fast Animals and Slow Kids nell’ultima data di quello stesso tour che io avevo visto agli inizi in un club minuscolo con dieci persone che sapevano le canzoni, con la differenza che c’erano solo loro a suonare quella sera e più di tremila persone a sentire loro. Ed era l’ultima di centocinque date (105!) del tour di Hybris ed è tutt’oggi il più bel concerto che abbia mai visto, ero emozionatissimo, loro erano emozionatissimi, era l’ultima data di un viaggio lunghissimo, del disco della svolta, ed è stato incredibile. In quell'anno e mezzo la mia vita è cambiata ed anche la loro carriera, potrei dire che siamo cresciuti insieme. Spero di esser riuscito a mettere queste emozioni nel fumetto, soprattutto nella parte finale, quella in cui i Fask suonano (piccolo spoiler ma ci sta) dove ho cercato di mettere l’emozione e la forza dei concerti dei Fask, la sensazione che provo quando li sento.


Ti ringrazio e ti chiedo dove recuperare il fumetto e le info del tour di presentazione.

Lo si trova su internet, nei book shop, nelle fumetterie e librerie, dove consigliamo di acquistarlo perché bisogna finanziarle quest’ultime due categorie, oppure sullo shop BeccoGiallo.it, dove per inciso trovate tutti gli altri libri della collana. Partirà infine un primo giro di presentazioni dal vivo che siamo riusciti a organizzare nonostante le restrizioni ricordo che diversi eventi necessitano di prenotazione.

Presentazioni in presenza della Band e degli Autori:

2 ottobre Deor Feltrinelli a Milano

3 ottobre Off Topic Torino

4 ottobre Feltrinelli Bologna Galleria Piazza Ravignana

4 ottobre Libreria Mondadori di Modena

5 ottobre Feltrinelli Firenze

6 ottobre Lanificio Roma

11 ottobre UmbriaLibri Perugia

 
 

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