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Quarto album per il duo di Monza/Milano Quarzomadera e primo per l'etichetta Discipline

4Giugno2016

Quarzomadera
“Apologia del calore”
Discipline

Il duo dei Quarzomadera, attivo da sedici anni, con “Apologia del calore” arriva al suo quarto album sulla lunga distanza, appena uscito per Discipline. Davide Sar, cantante, bassista, tastierista e autore dei testi cantati in italiano e Tony Centorrino alla batteria e alle percussioni, formano sin dall’inizio il duo di Monza/ Milano, rimanendo ancora oggi i membri originali. Anche se avevano provato in passato ad aumentare le sfumature con diversi ospiti, non è il caso di quest’ultimo album. Il loro percorso ha sempre avuto colori scuri, vicini a Nick Cave per approccio e significato dei testi. Ascoltando il disco si entra in una dimensione diversa dalla realtà, fatta di angustie e senso di smarrimento come in “Giochi per dimenticare”, dove basso e batteria in un movimento corposo e ripetitivo danno volume al muro intorno che sembra tendere a schiacciare chi c’è dentro. “Il Nucleo” che apre il disco contrappone la forza della voce che comincia a creare i cerchi da completare per il vortice finale con un abbraccio stretto tra batteria e chitarra.
“Il Gregge” con delle tastiere psichedeliche, forma piccole caselle da riempire con fluidi di disciplina che si solidifica in cubetti di ghiaccio tutti uguali ma non durerà perché arriverà il calore.
“Leggimi nel pensiero” in un significativo momento di raccoglimento, ci si confronta genitore/ figlio con un destino ineluttabile che non può far altro che compiersi. Con un tocco sulla tastiera che arriva dentro la melodia e la linea vocale si ammorbidisce, cercando solo conforto.
“Astri (nascita, vita, morte)”, unica traccia strumentale quasi post rock, si dipana nella sconfinata essenza che può o non può essere la vita.
Il disco è poi impreziosito da una cover rock progressive: “Amico di ieri” canzone di Le Orme, che cerca eroi da ammirare, ripresa dal duo che sfoggia in modo appagante le tastiere e la batteria con la voce che si avvicina alle sonorità sognanti create nella canzone originale e il pezzo dà una direzione da capitano sulla prua al disco.

Francesca Ognibene

 
 

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