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Con la serie di romanzi polizieschi dove è protagonista l’ispettrice Petra Delicado, Alicia Giménez Bartlett in pochi anni è diventata una delle più amate autrici di noir a livello europeo. Fervente anticlericale e femminista, la politica pervade tutti i suoi libri, con accenni e sfumature che arrivano di soppiatto, rompono gli equilibri sommessamente, e sono più spietati di una requisitoria.

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Alicia Giménez Bartlett: “Sei casi per Petra Delicado” (9/9)

7Aprile2016

Con la serie di romanzi polizieschi dove è protagonista l’ispettrice Petra Delicado, Alicia Giménez Bartlett in pochi anni è diventata una delle più amate autrici di noir a livello europeo. Fervente anticlericale e femminista, la politica pervade tutti i suoi libri, con accenni e sfumature che arrivano di soppiatto, rompono gli equilibri sommessamente, e sono più spietati di una requisitoria.


ReadBabyRead #276 del 7 aprile 2016

Alicia Giménez Bartlett
Due racconti da “Sei casi per Petra Delicado”

Carnevale diabolico
Tempi difficili

(parte 9 di 9)


per info su F. Ventimiglia e C. Tesser:

Lettura e altri crimini
iTunes podcast


Legge: Francesco Ventimiglia


Sinceramente, non capivo per quale motivo quel caso dovesse essere assegnato proprio a noi. Il commissario Coronas ormai mi conosceva bene ed era senz'altro al corrente della mia avversione per i delitti che si tirano dietro una serie infinita di seccature mediatiche. Detesto la passione morbosa che si scatena nelle masse ogni volta che siamo costretti ad indagare sulla morte di un minore, soprattutto quando, per colmo di sventura, il minore è una ragazzina. Lo dissi subito, senza mezzi termini, e nel modo più rispettoso di cui ero capace, pur sapendo che le mie rimostranze non sarebbero servite a granché.


Alicia Giménez Barltett
“Il dovere di raccontare il vero”


La scrittrice, “mamma” dell'investigatrice Petra Delicado, si è trasformata in inviata per Medici Senza Frontiere: “La sofferenza va guardata negli occhi, annusata. La parola è importante, ma non basta”. E rivela: “Il prossimo libro di Petra sarà ambientato a Roma”

di GAIA RAU


Si è trasformata in inviata per Medici Senza Frontiere, visitando i centri di detenzione temporanea nella regione di Evros, in Grecia, e raccontando la sua esperienza, insieme ad altri otto scrittori (Esmahan Aykol, Eliane Brum, Tishani Doshi, Catherine Dunne, James Levine, Wilfried N’Sondé, Mario Vargas Llosa e l’italiano Paolo Giordano) nel libro Dignità!, pubblicato da Feltrinelli per i quarant'anni dell’organizzazione medico-umanitaria. Alicia Giménez Bartlett, la scrittrice spagnola “mamma” di Petra Delicado, l'ispettrice protagonista di una serie di polizieschi diventati di culto in tutta Europa, e vincitrice nel 2011 del prestigioso Premio Nadal per Donde nadie te encuentre, romanzo storico dedicato a Teresa Pla Meseguer detta “la Pastora”, incredibile figura della resistenza antifranchista, ha presentato il volume lunedì a Firenze, all'Auditorium di Sant'Apollonia.

Com'è stato lavorare per Msf?

“Un’esperienza interessante, ma anche durissima. Leggiamo i quotidiani, guardiamo i telegiornali e sappiamo che la gente soffre. Ma guardare negli occhi uomini, donne e bambini dietro le sbarre è completamente diverso. La parola è importante, ma la sofferenza va anche guardata, annusata”.

Dopo questa esperienza si sente cambiata?

“Mi piacerebbe rispondere di sì, ma non è vero. Quante volte andiamo in vacanza, in Paesi del cosiddetto 'terzo mondo', e torniamo a casa dicendo 'la mia vita non sarà più la stessa'? E poi, dopo soli due mesi, ci ritroviamo a comprare un pullover da duecento euro. Viviamo una vita comoda che non è facile cambiare. Quello che è importante, è avere la coscienza delle cose che accadono nel mondo. Per questo ho scritto il mio racconto per Msf”.

Quanto può contribuire uno scrittore a formare questa coscienza?

“La differenza tra il giornalismo e la letteratura sta nel dettaglio, nella sensibilità dello scrittore di captare particolari, situazioni, e di trasmetterli al lettore. Ho studiato a lungo la rivoluzione industriale, ma soltanto quando ho letto Germinale di Émile Zola mi sono detta ‘ho capito’. C’è un modo umano di raccontare le cose che è più forte di una foto o di una pagina di giornale: è quella che chiamo 'letteratura testimoniale'“.

Questo tipo di letteratura, lo vive come un dovere?

“Fare letteratura per dovere non è mai una cosa buona, perché il lettore se ne accorge e si sente tagliato fuori. L'unico dovere che esiste è quello di raccontare le cose quando le vedi, quando hai l'occasione per farlo. Partire necessariamente dalle difficoltà sociali per fare un'opera di fiction è un modo di fare letteratura che appartiene a un'altra epoca. Dopo la mia esperienza in Grecia, ho scoperto che anche a Barcellona, dove vivo, esiste un centro di detenzione temporanea. Non ne avevo idea. Allora, ho deciso di scrivere un articolo per un giornale. Ma non credo che scriverò mai un romanzo su questo. E non so neanche se partirò per un altro viaggio simile: non sono coraggiosa, le cose non me le vado a cercare, a meno che non me le propongano. Non sono Teresa di Calcutta”.

E' giusto che lo scrittore prenda posizione sui temi pubblici?

“Sì, e oggi è ancora più importante che in passato. Non esistono più i Sartre o i Camus: anche Saramago è morto. Il loro ruolo purtroppo si sta perdendo. Invece, è importante che gli scrittori continuino a esprimere la propria opinione di cittadini, quando ricevono un premio, o quando viene chiesto loro che cosa pensano del governo del loro Paese. Come fa il vostro Saviano. Hanno il dovere di dire la verità, e se questa verità per qualcuno è poco gradevole beh, chi se ne frega”.

Lei ha anche scritto un romanzo storico, dedicato alla Pastora, una figura della resistenza antifranchista. Perché questa scelta?

“In realtà non ho cercato di scrivere un romanzo storico. Sarebbe stato difficilissimo. Piuttosto, mi interessava parlare della Pastora da un punto di vista psicologico, perché è stato un personaggio particolarissimo, pieno di sfaccettature. Nata donna, ha scoperto di essere uomo quando è entrata nella resistenza. La sua è stata una storia terribile. Per scriverla, mi sono documentata partendo da un saggio pubblicato da una piccola casa editrice spagnola e scritto da un giornalista che ha condotto una lunga ricerca nei luoghi dove la Pastora ha vissuto. Per me, il suo lavoro è stato importantissimo”.

Sta già lavorando al suo prossimo libro?

“Sì, e sarà una nuova avventura di Petra Delicado. Dopo otto romanzi, la sua storia non è ancora finita: credo che questo personaggio abbia ancora molto da raccontare. La novità è che una parte della storia si svolgerà a Roma: per la prima volta, Petra dovrà collaborare con la polizia italiana”.

la Repubblica, Firenze
13 marzo 2012


Le Musiche, scelte da Claudio Tesser

Nu, Man O To (4 hours) [Rolf Laumer]
Camarón De La Isla,Nana Del Caballo Grande [R. Pachòn/Federico García Lorca]
Kenji Kawai,Making of Cyborg [Kenji Kawai]
Ernis,1 Hour Dark Drum and Bass Mix [Ernestas Papinigis]
Abigail Mead,Time Suspended [Abigail Mead]
Eric Dolphy,Eclipse [Charles Mingus]
Dillon,_________________ [Dillon de Byington, Dominique; Fahri, Tamer; Mynther, Thies]
Dillon,Thirteen Thirty-Five [Dillon de Byington, Dominique; Fahri, Tamer; Mynther, Thies]
Abigail Mead,Attack [Abigail Mead]
Eric Dolphy,Feathers [Hale Smith]
David Bowie,Ashes To Ashes [David Bowie]
Abigail Mead,Sniper [Abigail Mead]
Kenji Kawai,Floating Museum [Kenji Kawai]
The Jimi Hendrix Experience,The Wind Cries Mary [Jimi Hendrix]

 
 

Copertina:
Una foto di Alicia Giménez Bartlett alle prese con un buon caffè presso "El Vaso de Oro" a Barcellona (ribattezzato dalla scrittrice "La Jarra de Oro" e assiduamente frequentato dai protagonisti dei suoi gialli Petra e Fermin), locale, nel quartiere popolare di Barcellonetta (Barceloneta), dove si possono gustare tra le migliori tapas e birre della città.

 
 

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