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"Parlami d'amore nonostante la stagione che verrà"

Baustelle Live Report

Teatro Geox, Padova - Venerdì 29 Marzo 2013

31Marzo2013

Nonostante la pioggia e il freddo ancora pressoché invernali, venerdì sera il Teatro Geox era praticamente pieno per accogliere i Baustelle, che hanno fatto tappa a Padova per il tour di lancio del loro sesto album, Fantasma.

Il disco del ritorno sulle scene dopo tre anni di silenzio è sicuramente una tappa fondamentale del percorso artistico dei Baustelle: concept album imperniato sui concetti non proprio leggeri di tempo, morte e impermanenza e registrato a Montepulciano con un’orchestra sinfonica e ben due cori, esso porta a compimento il passaggio (già ampiamente annunciato dal precedente I mistici dell’Occidente) verso uno stile ispirato alle colonne sonore anni ’60, bohèmienne e cinematografico, con arrangiamenti sinfonici maestosi cuciti addosso ad ogni brano.

Per questo è quasi naturale che il tour di Fantasma abbia un respiro decisamente teatrale, e che ad accompagnare sul palco Francesco, Rachele e Claudio sia una big band di sette elementi.

Mentre prendo posto, il Geox risuona già del pezzo strumentale Titoli di testa, che apre il nuovo album. Senza dire una parola, Francesco e soci snocciolano quindi altri brani del disco, ovvero Futuro (a mio parere, forse la canzone più bella del disco), Nessuno e Il finale. Con Radioattività è il momento del primo brano cantato interamente da Rachele, che seduta al pianoforte è divina come sempre. Diorama, che parte con un arrangiamento quasi minimale e poi cresce in una coda sinfonica, e la strumentale L’orizzonte degli eventi chiudono la prima parte del concerto.

A questo punto, un barbuto Francesco si alza dallo sgabello e saluta il pubblico del Geox, dando inizio alla seconda parte del live, quella meno decisamente contemplativa, anche se il tema del tempo, intorno a cui è organizzato il tour, resta in primo piano: è così il turno di Cristina, Contà l’inverni e Monumentale, ispirata all’omonimo cimitero milanese e cantata ancora da Rachele. Con il primo singolo estratto da Fantasma, La morte (non esiste più), Maya colpisce ancora e Natura le tracce del nuovo album sono praticamente esaurite. I fan di lungo corso (si vedono parecchi volti maturi stasera al Geox, anche se non mancano i ragazzini: l’hype del disco è stato infatti notevole) si cominciano a chiedere quali brani del passato compaiano in scaletta, anche se le scorse date del tour non dovrebbero lasciare dubbi: difficilmente (e purtroppo, aggiungerei) si sentiranno brani del Sussidiario e della Moda del lento, i due primi dischi che hanno lanciato i Baustelle come cantori degli adolescenti di provincia maledetti e anacronistici, fra riformatorio e il mito di Alain Delon. Si comincia infatti con Aeroplano, tratto dall’album Amen del 2008, con cui Rachele conquista definitivamente il Geox, poi seguono una fantastica cover di Leo Ferrè (Col tempo), Il corvo Joe (La malavita, 2005) e Alfredo (ancora Amen), mentre la parossistica L’estinzione della razza umana ed i Titoli di coda di Fantasma chiudono il live.

Ma il saluto del gruppo, è chiaro, prelude ad un applauditissimo ritorno in scena: i bis sono Charlie fa surf, La guerra è finita e Andarsene così. Sotto il palco si balla, mentre il gruppo si congeda con un inchino, come a teatro. Sipario.

 
 

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