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ReadBabyRead #55 del 12 gennaio 2012

Stefan Zweig: "Mendel dei libri" (2/4)

12Gennaio2012

Stefan Zweig

Mendel dei libri (parte 2 di 4)


per info su Franco Ventimiglia e Claudio Tesser:


www.letturaealtricrimini.it


Legge: Franco Ventimiglia


Cinquantatré pagine appena per offrire il ritratto di un personaggio a metà tra genialità, magia e surreale: Mendel dei libri è una breve ma intensissima novella, che contiene un profondo messaggio d’amore per le lettere, viste come strumento necessario per innalzarsi da una situazione di ferinità ad un livello più alto dell’esistenza.Jakob Mendel è un rivendugliolo, ossia si occupa di rivendere al minuto cose di poco valore; o meglio, apparentemente di poco valore. In realtà questo strano personaggio è specializzato in un campo particolare: i libri, di qualsiasi genere, di qualsiasi autore, soprattutto quelli rari e introvabili. Probabilmente non ha letto ogni volume ma è a conoscenza dell’esistenza di tutti e sa dove trovarli. Siede al Caffè Gluck, a Vienna, nel periodo immediatamente precedente lo scoppio della Prima Guerra mondiale, senza occuparsi della politica, delle relazioni internazionali o di chi gli sta attorno. E’ sempre immerso nella lettura di qualche libro o catalogo e alza la testa da questi solo se qualcuno gli chiede di trovare un’opera per lui. Sarà il mondo esterno, con il conflitto bellico, a portare scompiglio nella sua vita, sottraendolo alla sua attività e al suo unico amore.

Stefan Zweig, scrittore austriaco della prima metà del Novecento, è uno dei protagonisti della vita culturale di Vienna nei primi anni del XIX secolo, accanto a Freud, Klimt, Schiele, Kelsen e Schnitzler. Ed è proprio a quest’ultimo, autore de La signorina Else e di Doppio sogno, che Zweig viene spesso accostato, per l’attenzione data nelle sue opere alla psiche umana, vista alla luce della psicoanalisi che andava nascendo e diffondendosi proprio in quegli anni.

Anche in questo libro viene data particolare rilevanza alla mente del protagonista per via della sua incredibile capacità di immagazzinare qualsiasi informazione relativa a saggi, trattati, romanzi, insomma ogni cosa che abbia un formato cartaceo. Nella brevissima presentazione che accompagna il racconto si parla di una dichiarazione d’amore e appartenenza all’ebraismo (Zweig era ebreo) insita in quest’opera, ma ancor più si sottolinea la dichiarazione d’amore e di appartenenza alla letteratura fatta dall’autore, con questo personaggio che, con la sua memoria, sembra voler mettere in salvo i libri dall’umana follia che di lì a pochi anni avrebbe sconvolto il mondo. “Chi brucia libri, presto o tardi finirà per bruciare uomini” ha detto il poeta tedesco Heinrich Heine. In queste parole e nella figura di Mendel, padre, fratello e amico dei libri, sembra racchiusa la premonizione degli orrori del Novecento.

Alessandro Rosanò
articolo tratto dalla rivista online "NonSoloCinema" anno IV n. 17 - © 2008


Le Musiche, scelte da Claudio Tesser

Quartetto italiano, Quartetto per archi (Claude Debussy)
Orchestra Debussy, Gymnopedie (Erik Satie)
Tim Buckley, Dream Letter
Tim Buckley, Love from 109 at the Highlander
The Rolling Stones, Gimme Shalter (Jagger-Richards)
The Rolling Stones, Time Waits for No One (Jagger-Richards)
Alexis Weissemberg, Claire de lune (Claude Debussy)
Olivier Messiaen, Quatuor pur la fin du temps
Olivier Messiaen, Thème et variations

 
 

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Una foto di Stefan Zweig

 
 

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